Muolo, Moore, Lanzarotti, Pannella

(28-11-2009 - romanzieri in news.)

Lorenza lavora in una piccola casa editrice milanese che pubblica, a pagamento, libri di aspiranti scrittori. Una fabbrica di sogni, dove le storie finiscono per sovrapporsi ed avere lo stesso (poco) valore. Ma non questa che racconta l’amore, bello e delicato che nasce tra due adolescenti della provincia italiana e che finisce bruscamente alcuni anni dopo per un inganno, per una paura. Lorenza è affascinata dal testo, ne è risucchiata ed anche lei segue il protagonista, Francesco, in un viaggio della memoria. Comincia così «Messaggio in bottiglia», romanzo scritto dal vaticanista di Avvenire Mimmo Muolo, e pubblicato da «Schena Editore».
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Contaminare Shakespeare? Andiamoci piano. Il «bardo» è un’icona, uno scrittore che, dopo avere segnato la storia degli ultimi secoli, resterà sempre un caposaldo della letteratura. Un gigante, per dirla con una sola parola. Ma, se non si può parlare male di Shakespeare, così come della mamma e della squadra del cuore, quanto meno se ne può fare la base per un romanzo, visionario, ricco di fantasia e, allo stesso tempo, pur se questo può apparire un controsenso, rigoroso. L’autore è Christopher Moore, il romanzo è «Fool».
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Il piccolo Lutring, di Luciana Lanzarotti. Un’infanzia di emigrato al nord, di terrone che fa la fame tra i vicoli di Genova, dove non si vede il mare e neppure il cielo, ma si scopre la vita. Poi sessanta rapine e un grande amore. Venti anni trascorsi nelle carceri e nei manicomi criminali. Un Cristo tatuato sul petto. Questa è la storia di Giovanni, soprannominato dai quotidiani dell’epoca il piccolo Lutring.
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Marco Pannella con Stefano Rolando ‘Le nostre storie sono i nostri orti (ma anche i nostri ghetti)’ (Bompiani). Marco Pannella, sessant’anni di politica italiana e 80 anni nel 2010, una storia di lotte e di battaglie, si racconta per la prima volta a Stefano Rolando. «Dove il potere nega, in forme palesi ma anche con mezzi occulti, la vera libertà, spuntano ogni tanto uomini ispirati come Marco Pannella che seguono la posizione spirituale più difficile che una vittima possa assumere di fronte al suo oppressore: il rifiuto passivo. Soli e inermi, essi parlano anche per noì, scriveva Eugenio Montale sul Corriere della Sera nel 1974. Così Pannella, prima d’ora, aveva parlato solo attraverso le sue battaglie, i suoi discorsi parlamentari a Roma e a Bruxelles, le sue resistenze, i suoi scioperi della fame e della sete. Alla guida di un ‘piccolo partitò, è spesso stato espressione di maggioranze degli italiani, interprete dei loro desideri, delle loro necessità, dei loro bisogni. Per questo non considera il suo un ‘partito minoritario’. Stefano Rolando lo interroga a tutto campo: dalla formazione della classe dirigente nella Goliardia alla nascita del Partito Radicale, alle battaglie vinte per aborto, divorzio, obiezione di coscienza, all’attualità della politica. E gli chiede conto del suo retroterra politico e culturale. Su padri, figli e compagni di viaggio: da Mario Pannunzio a Arrigo Benedetti, da Leonardo Sciascia a Elio Vittorini, da Pier Paolo Pasolini a Emma Bonino.

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