Archivio per il mese 10-2009

Harvard compra gli archivi Updike

(08-10-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

Harvard ha acquistato gli archivi di John Updike, lo scrittore premio Pulitzer ed ex alunno della celebre università morto lo scorso gennaio. Lo scrive il Boston Globe. Updike, autore di romanzi come Corri, Coniglio, aveva conservato la tessera della biblioteca di Harvard dopo la laurea nel 1954 e aveva continuato a frequentare il campus per le sue ricerche.

Il dizionario sui record a luci rosse

(08-10-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

Si chiama dizionario del sesso, ma in realtà è una lunga raccolta di record mondiali e curiosità a luci rosse: da quanto misura il pene più corto della terra, all’anno di nascita del vibratore. È il nuovo volume della Langenscheidt, tra le principali case editrici tedesche di dizionari. La copertina mostra in primo piano due coccinelle mentre si accoppiano, sotto il titolo Sesso-Tedesco:Tedesco-Sesso, proprio come se la parola sesso fosse una nuova lingua. Scritto dal noto travestito tedesco, l’attore 54enne Lilo Wanders, e dalla giornalista 70enne Erika Berger, il volume offre in 128 pagine – oltre a decine di record erotici – anche consigli sulla vita sessuale e spiegazioni su temi a luci rosse, come la differenza tra la monogamia clintoniana e la nuova monogamia, o come risolvere un problema di hardware sessuale. Tra le altre curiosità, il dizionario spiega che il vibratore è stato inventato nel 1869 dal dottor George Taylor, che in realtà lo aveva progettato per «combattere l’isteria» della donna. Il pene più corto del mondo, invece, è lungo appena un centimetro.

Hilary Mantel vince il Man Booker Prize 2009

(08-10-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

La scrittrice inglese Hilary Mantel si è aggiudicata il Man Booker Prize 2009 con il romanzo storico Wolf Hall, che racconta la storia di Thomas Cromwell, consigliere ufficiale di Enrico VIII. La Mantel, 57 anni, ha battuto gli altri cinque autori finalisti, tra i quali Sarah Waters, JM Coetzee e AS Byatt. La giuria del prestigioso premio di letteratura ha elogiato la «straordinaria capacità narrativa» dell’autrice britannica. Hilary Mantel, dopo aver ricevuto in una cerimonia alla Guildhall di Londra le 50.000 sterline di premio, ha detto di aver impiegato quasi vent’anni per decidere se scrivere il libro e di essere già al lavoro sul sequel. Il Man Booker Prize è stato assegnato per la prima volta nel 1969 e ha lo scopo di far emergere e promuovere la migliore letteratura contemporanea.

Lo scrigno segreto delle fiabe turche

(08-10-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

In una terra in cui la tradizione orale è quella prevalente e dove, nel racconto, si trasfigura la passione e il sentimento, ma anche il rigore e la durezza di un popolo come quello turco, le fiabe sono un grimaldello inatteso e affascinante per penetrarne la cultura popolare, che è poi la base dell’altra, quella «nobile», quella ufficiale, dove il popolo poco o punto c’entra. Cercare di ricostruire il patrimonio favolistico di una terra aspra come la Turchia della fine dell’800 e dei primi del secolo successivo era una impresa, e solo l’amore per la cultura turcofona che animava Ignacz Kunos l’ha resa possibile. Kunos, in un momento in cui l’Occidente e l’Oriente erano percorsi da un fervore letterario inarrestabile e gli interrogativi sulla cultura di ciascun Paese, sul suo valore, sulla sua storia, costituivano banco di discussione tra gli eruditi e i poeti e scrittori, si mise in viaggio attraversando l’Anatolia in lungo e largo. Lo fece sedendosi accanto a caminetti, davanti a capanne, sotto alberi, cercando di convincere donne e uomini, soprattutto anziani, a raccontargli le fiabe della loro infanzia e chiedendo se, tramandandole oralmente, ne avessero modificato il tessuto, magari marginalmente, magari capendo che i bambini che erano stati loro erano diversi dai loro figli e nipoti. Un’opera meritoria per Kunos, docente di turcologia all’università di Budapest, che capì che, per dare valore scientifico, oltre che letterario, alla sua ricerca doveva piegarsi a tradurre il frutto del suo lavoro in inglese. Oggi Donzelli propone per la prima volta queste fiabe turche svelando un mondo, sconosciuto finora, fatto di delicati racconti in cui cultura e tradizione si fondono mirabilmente.

Salvatore Di Giacomo, Mattinate napoletane

(07-10-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

Io non ho, qui a Napoli, con chi sfogare certe mie piccole pene, che mi pare abbiano tutta la buona intenzione di rimanersene meco alloggiate, in questa cameretta mia solitaria. Non ho stretto amicizia con nessuno, apposta per non dare a nessuno il modo di subitamente allontanarsi da me per qualche improvvisa scappatella che mi facesse il morboso carattere mio. Vivo solo e tranquillo in questa mia stanza, dalla quale esco a prima ora di mattina per trovarmi all’Istituto, e un po’ a sera, col tempo buono, per avvelenarmi con una chicchera di caffè e con un sigaro napoletano. Il caffè, per acquaccia nera che sia…
gutenberg

Enrico Castelnuovo, Nella lotta

(07-10-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

— A rivederci, signora Giulia, a rivederci, Lucilluccia mia — disse il giovine ingegnere Roberto Arconti, stendendo la mano alle due signore Dal Bono, madre e figliuola, ch’entravano in un negozio di mode nella Galleria Vittorio Emanuele a Milano.
La signora Giulia fece una piccola smorfia sentendo il tono di confidenza con cui Roberto salutava la sua ragazza; pure quella smorfia finì in un sorriso, ed ella rispose—Addio, capo scarico,—mentre Lucilla non diceva nulla e si contentava di avvolgere il giovinotto in uno di quegli sguardi, che, a ventidue anni sopratutto, come ne aveva l’Arconti, penetrano fino alle midolle.
Era pur bella, Lucilla. Svelta della persona, con due grandi occhi neri, una bocca e un nasino da statua greca, e dei capelli d’ebano, lucidi, folti, un po’ indocili, che facevano risaltare il candore d’una fronte squisitamente modellata.
Era pur bella e sapeva d’esser tale, e molti glielo avevano detto. Ma nessuno era andato più in là. Era opinione comune ch’ella avrebbe finito collo sposar Roberto Arconti, il quale, del resto, era un partito convenientissimo.
Ufficialmente i due giovani non erano ancora fidanzati…
gutenberg

Mario La Ferla, L’altro Che

(07-10-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

Guerrigliero o semplice pedina nelle mani di un regime totalitario? Eroe romantico o combattente spregiudicato? Amante di un protagonismo aristocratico ed elitario, sul modello dannunziano, o cinico materialista di stampo marxista? Come definire quell’uomo che Massimo Fini ebbe l’ardire di chiamare «il cavaliere dell’ideale», colui che viene osannato e condannato allo stesso tempo dal mondo intero, il medico argentino, Ernesto Guevara? Complessa e articolata è per Mario La Ferla, noto giornalista de L’Espresso, una risposta che dura ben 213 pagine, intitolata «L’altro Che», intrisa d’amore sincero, di viva commozione e di malcelata nostalgia. Il suo saggio va ben al di là del puro piano biografico, che tuttavia pare essere l’obiettivo del libro, celando al suo interno un autentico omaggio al paladino degli oppressi e un percorso che conduce il lettore attraverso un universo fatto dei simboli, della storia e delle ideologie della politica italiana fra gli anni ’60 e ’70, stagione difficile, pericolosa, ma dal fascino irresistibile. La Ferla ha indagato per scoprire come Ernesto Guevara fosse visto negli ambienti della destra intellettuale e militante, tanto al momento della sua morte, quanto durante le sue imprese.