Mario La Ferla, L’altro Che

(07-10-2009 - romanzieri in news.)

Guerrigliero o semplice pedina nelle mani di un regime totalitario? Eroe romantico o combattente spregiudicato? Amante di un protagonismo aristocratico ed elitario, sul modello dannunziano, o cinico materialista di stampo marxista? Come definire quell’uomo che Massimo Fini ebbe l’ardire di chiamare «il cavaliere dell’ideale», colui che viene osannato e condannato allo stesso tempo dal mondo intero, il medico argentino, Ernesto Guevara? Complessa e articolata è per Mario La Ferla, noto giornalista de L’Espresso, una risposta che dura ben 213 pagine, intitolata «L’altro Che», intrisa d’amore sincero, di viva commozione e di malcelata nostalgia. Il suo saggio va ben al di là del puro piano biografico, che tuttavia pare essere l’obiettivo del libro, celando al suo interno un autentico omaggio al paladino degli oppressi e un percorso che conduce il lettore attraverso un universo fatto dei simboli, della storia e delle ideologie della politica italiana fra gli anni ’60 e ’70, stagione difficile, pericolosa, ma dal fascino irresistibile. La Ferla ha indagato per scoprire come Ernesto Guevara fosse visto negli ambienti della destra intellettuale e militante, tanto al momento della sua morte, quanto durante le sue imprese.

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