A Stieg Larsson il premio CSPJ spagnolo per la difesa delle donne

(25-09-2009 - romanzieri in news.)

A Stieg Larsson, l’autore svedese della Trilogia Millenium, divenuta un fenomeno letterario mondiale dopo la pubblicazione postuma, è stato assegnato il premio del Consiglio superiore del potere giudiziario (Cspj), il Csm spagnolo, per il suo «importante impegno contro la violenza verso le donne». Il riconoscimento è stato consegnato a Madrid alla compagna del giornalista e scrittore scomparso, Eva Gabrielsson, la vedova spogliata dei diritti sull’opera di Larsson, che ha finora venduto oltre 13 milioni di copie. «A Stieg farebbe un grandissimo piacere ricevere questo premio, sono certa che ne sarebbe commosso», ha affermato dalla sua casa di Stoccolma, in dichiarazioni a El Mundo, la Gabrielsson. «È la prima volta – ha aggiunto – che gli viene assegnato un riconoscimento per la causa alla quale ha dedicato il suo lavoro e il suo cuore: la vita, la speranza e gli ostacoli delle donne nelle nostre società». Paradossalmente, nella Trilogia Larsson denuncia i maltrattamenti e le violenze sulle donne, ma anche la corruzione di chi è incaricato dai tribunali della loro difesa e tutela. Alla vedova dello scrittore non sembra una contraddizione il fatto che, ad avergli assegnato il premio, sia stato proprio l’organo di autogoverno della magistratura: «No, non lo è – assicura Eva Gabrielsson -. È in linea con ciò in cui Stieg credeva e per cui scriveva, affinché gli Stati e i governi potessero contemplare la realtà da una nuova prospettiva, ascoltando la versione della gente su ciò che è giusto e necessario, per una società migliore per tutti i cittadini». Rendere visibile quella parte della realtà che in genere si occulta, aiuterebbe a ottenere, secondo la vedova di Larsson, i cambiamenti auspicati dalla società. E, difatti, nella motivazione del premio, l’Osservatorio contro la Violenza di Genere del Cspj sottolinea il contributo dello scrittore svedese alla «visualizzazione e denuncia della violenza contro le donne che si continua a perpetrare nelle attuali società, anche nelle più avanzate». E gli riconosce il merito di aver «reso manifesto il fatto che non solo è auspicabile, ma anche possibile, la costruzione di una società libera dalla violenza di genere per tutti coloro che ne fanno parte, uomini e donne».

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