Archivio per il mese 09-2009

Waiter, There’s a Hair in my Satire

(25-09-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

“Fashionable” hairstyles for women began their vertical climb in the late 1760s, and with them rose the ire of social critics. Editorials appearing in London periodicals immediately decried the large headdresses that English ladies were all too eager to copy from their French counterparts…
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Elizabeth Strout, Olive Kitteridge

(25-09-2009 - romanzieri in news. 1 commento)

Vincitrice del premio Pulitzer 2009 con il suo romanzo composto di 13 racconti, Olive Kitteridge (Fazi ed.), l’americana Elizabeth Strout difende quel senso di antipatia che trasmette la protagonista del suo libro. «Olive è spesso dura con gli altri e si comporta in questo modo quasi sempre perché ha paura – dice la scrittrice -. Mi è apparsa subito come un personaggio completo ma l’ho scoperta anch’io mentre scrivevo e si è sviluppata anche in me, in alcuni casi, la tendenza a proteggerla. Non volevo metterla in cattiva luce». Donna piuttosto rude e dal carattere difficile, Olive è un’insegnante di matematica in pensione sposata con un farmacista molto tranquillo. Nei 13 racconti brevi che compongono il romanzo, ambientati nel Maine è lei a fare emergere le angosce e i turbamenti di una piccola comunità di pescatori. «Tutto – racconta la Strout – è nato da un racconto breve che ho scritto. Ho capito quasi subito che ne avrei fatto un romanzo non tradizionale ma a capitoli. Volevo dare agli altri personaggi del libro la possibilità di vedere Olive dal loro punto di vista. Mi ha sempre affascinato il concetto di punto di vista». Certo, continua la scrittrice, «ho preso a modello tante persone conosciute nel corso della mia vita, nel Maine, ma Olive è un personaggio a sé». La Strout, 53 anni, è una donna bionda e delicata, l’opposto della sua protagonista, e vive da 25 anni a New York. Ma il Maine è rimasto sempre nel suo cuore. «È uno stato per molti versi isolato dove molte famiglie sono lì da generazioni come mio padre e mia madre. Questo ha portato un forte senso di orgoglio e di appartenenza, di etica del lavoro di frugalità e di vita condotta nel modo più semplice possibile». Con Olive Kitteridge, uscito in Italia in luglio e arrivato alla quarta edizione con 35 mila copie vendute, la Strout si è imposta all’attenzione nel nostro paese dove nel 2000 era uscito, sempre per Fazi editore Amy e Isabelle.

Anthony E. Zuiker, Level 26

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È arrivato anche in Italia Level 26, il libro multipiattaforma di Anthony E. Zuiker, il creatore di C.S.I che sta spopolando negli Usa. «il secondo volume della trilogia Coming 2010 sarà ambientato in Italia, a Roma», ha detto l’autore del video girato per i lettori italiani che ha aperto la presentazione. Level 26 – ambientato sulle scene del crimine made in Usa – a una settimana dall’uscita negli Stati Uniti è balzato in testa a tutte le classifiche dei libri più letti. Complice una trama avvincente, ma soprattutto l’intuizione dell’autore di unire al libro le capacità offerte da internet: il lettore infatti, per poter giungere all’epilogo del digithriller dovrà alternare la lettura del testo cartaceo alla visione di alcuni minifilm su un sito internet appositamente pensato. «Sarà una vera rivoluzione per il mondo dell’editoria – ha detto Stefano Peccatori, direttore marketing Sperling&Kupfer. Molte novità sono contenute proprio nel sito internet, cuore pulsante di tutto il progetto editoriale».

Sergio Sozi, Il menu

(25-09-2009 - romanzieri in news. 1 commento)

Un romanzo che racconta l’ipotesi futuribile di Sergio Sozi riguardo ai prossimi decenni. È «Il menu», edito da Castelvecchi, che racconta cambiamenti che allo stato attuale stupirebbero, dall’abolizione della pizza all’Italia come leggenda metropolitana. «Tutto comincia con l’abolizione della pizza. In Italia non si poteva più fare… Fuori la sapevano far meglio!», così scrive Sozi, che ambienta il suo romanzo nell’anno 2046. New Miami è ciò che rimane dell’antica Roma, con 5467 residenti. In Buruguay, capitale Washington, si parla anglo-italo, e solo qualche nostalgico scrive ancora in italiano. Un tempo la pizza non era la specialità di New York, e non era stata ancora proibita per legge nella fu Italia. I cittadini guardavano la televisione, parlavano al telefono e guidavano automobili. Esistevano giornali e addirittura circolava Letteratura. Quel tempo è smarrito, ma il recupero del diario di un vecchio poeta, Cesare Menicucci, restituisce memorie del 1984 e del 2003: si racconta di quando chiuse l’ultima biblioteca italiana, certificando l’assoluta illeggibilità di otto testi su dieci composti dal 1200 ad oggi.

Stefano Bottini, Riflessioni illuminate

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Stefano Bottini, fotografo, giornalista e critico d’arte perugino, presenterà il suo nuovo volume «Riflessioni illuminate» all’Archivio di Stato di Firenze nell’ambito delle «Giornate europee del patrimonio dei beni culturali». Interverranno Clara Cutini, già direttore dell’Archivio di Stato del capoluogo toscano, Marco Nicoletti, critico e storico d’arte e architettura, e Giuseppe Panella, docente dell’Università di Pisa. L’opera di Bottini – è detto in una nota di presentazione – è «un esempio di fotografia creativa dove l’architettura è coniugata tra Surrealismo e Metafisica». Sono 250 le foto presenti nella pubblicazione raggruppate per tipologia. «Un viaggio nel surreale in un mondo che “riflette” gli stati interiori del nostro subconscio; una vista su architetture urbane e dettagli di un universo trasformato dalla luce e dalle superfici riflettenti come quelle di auto, specchi d’acqua, finestre, vetrine. Un mondo onirico che è in grado di aprire una porta alternativa alla solita immagine».

Un romanzo sul calvario dei padri separati

(25-09-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

Da Guanda il romanzo «Nel nome del padre» di Gianni Biondillo. Il racconto prende le mosse nella notte di Natale, Luca è solo in casa, abbrutito dall’alcol e dal dolore, sul punto di compiere un atto disperato. E forse non lo può fermare nemmeno il telefono, che squilla a vuoto. Come è arrivato a questo punto? In una serie di flashback incrociati ripercorriamo la storia d’amore di Luca e Sonia, la decisione di creare una famiglia, la nascita della piccola Alice, e poi via via tutti i passi, in fondo banali, che conducono una coppia alla distruzione. Il calvario di Luca è quello di molti padri separati, a cui la moglie impedisce di vedere i figli approfittando in modo subdolo di un vuoto legislativo che vede gli uomini pieni di obblighi ma privi di diritti. E mentre cerca di fare chiarezza in sé e nel suo passato, in un circolo che sembra senza uscita, a Luca non resta che lottare, con incredulità, rabbia, incontrando altri uomini nella sua situazione, studiando minuziosamente le leggi, cercando di far pagare il meno possibile a sua figlia.

A Stieg Larsson il premio CSPJ spagnolo per la difesa delle donne

(25-09-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

A Stieg Larsson, l’autore svedese della Trilogia Millenium, divenuta un fenomeno letterario mondiale dopo la pubblicazione postuma, è stato assegnato il premio del Consiglio superiore del potere giudiziario (Cspj), il Csm spagnolo, per il suo «importante impegno contro la violenza verso le donne». Il riconoscimento è stato consegnato a Madrid alla compagna del giornalista e scrittore scomparso, Eva Gabrielsson, la vedova spogliata dei diritti sull’opera di Larsson, che ha finora venduto oltre 13 milioni di copie. «A Stieg farebbe un grandissimo piacere ricevere questo premio, sono certa che ne sarebbe commosso», ha affermato dalla sua casa di Stoccolma, in dichiarazioni a El Mundo, la Gabrielsson. «È la prima volta – ha aggiunto – che gli viene assegnato un riconoscimento per la causa alla quale ha dedicato il suo lavoro e il suo cuore: la vita, la speranza e gli ostacoli delle donne nelle nostre società». Paradossalmente, nella Trilogia Larsson denuncia i maltrattamenti e le violenze sulle donne, ma anche la corruzione di chi è incaricato dai tribunali della loro difesa e tutela. Alla vedova dello scrittore non sembra una contraddizione il fatto che, ad avergli assegnato il premio, sia stato proprio l’organo di autogoverno della magistratura: «No, non lo è – assicura Eva Gabrielsson -. È in linea con ciò in cui Stieg credeva e per cui scriveva, affinché gli Stati e i governi potessero contemplare la realtà da una nuova prospettiva, ascoltando la versione della gente su ciò che è giusto e necessario, per una società migliore per tutti i cittadini». Rendere visibile quella parte della realtà che in genere si occulta, aiuterebbe a ottenere, secondo la vedova di Larsson, i cambiamenti auspicati dalla società. E, difatti, nella motivazione del premio, l’Osservatorio contro la Violenza di Genere del Cspj sottolinea il contributo dello scrittore svedese alla «visualizzazione e denuncia della violenza contro le donne che si continua a perpetrare nelle attuali società, anche nelle più avanzate». E gli riconosce il merito di aver «reso manifesto il fatto che non solo è auspicabile, ma anche possibile, la costruzione di una società libera dalla violenza di genere per tutti coloro che ne fanno parte, uomini e donne».