Archivio per il mese 06-2009

Gerolamo Rovetta, Mater Dolorosa

(13-06-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

Mentre il conte e la contessa Della Valle partivano per Parigi, o almeno così si doveva credere a Borghignano, una delle città più importanti del Veneto, il duca e la duchessa d’Eleda avevano sciolte le vele alla volta di Palermo. A trentacinque anni, la duchessa Maria d’Eleda quantunque apparisse, in quei giorni, un po’ indisposta, era ancora una donna bellissima. Bionda e bianca, aveva le flessuosità eleganti di una fanciulla, mentre tutto l’insieme le dava quell’aria che si dice aristocratica…
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Anne Golon riscrive Angelica

(13-06-2009 - romanzieri in news. 17 commenti)

È tornata Angelica, la marchesa degli angeli: a 87 anni Anne Golon, autrice con il marito Serge della mitica saga, ha rimesso mano ai suoi romanzi e i primi due volumi, riscritti e arricchiti, sono appena usciti nelle librerie in Francia. Due nuovi volumi seguiranno ad ottobre, due nel marzo del 2010, e così via. La Golon ha anche promesso di scrivere un ultimo episodio, completamente inedito, che chiuderà la storia della bella e indomita Angelica, incantevole sposa di Joffrey de Peyrac, zoppo e sfigurato, e protagonista di incredibili avventure dalla corte del re Sole ad un harem in Marocco. Le sue avventure hanno fatto vendere alla Golon in tutto il mondo, ed in 27 lingue, 150 milioni di copie. «Per tanti anni – ha raccontato l’autrice a Le Figaro – non ho riletto i miei libri, poi un giorno mi sono accorta che gli editori avevano senza ritegno tagliato dei passaggi giudicati inutili e avevano aggiunto dei paragrafi». Dopo un lungo contenzioso con Hachette, la Golon è tornata «padrona» del suo personaggio e ha deciso di riscrivere la storia tutta da capo. Non più in 13 volumi, ma in venti. In particolare, l’autrice vuole così restituire alla sua eroina tutto il suo temperamento e quel carattere «alla Rossella O’Hara» che, secondo lei, era stato smorzato dai suoi precedenti editori e soprattutto dai cinque film di Bernard Borderie, realizzati negli anni Sessanta, che ne avevano fatto «un personaggio sdolcinato e sentimentale». Ma per molti Angelica avrà sempre il volto della bellissima attrice Michelle Mercier.

Addio Grinzane, La Fiera del Libro pensa a un nuovo premio

(13-06-2009 - romanzieri in news. 1 commento)

Il Piemonte, orfano del Premio Grinzane Cavour dopo la vicenda Soria, avrà un suo nuovo Premio letterario internazionale. È quanto è emerso ieri nel corso del cda della Fiera del Libro, il cui presidente Rolando Picchioni già mesi fa aveva parlato del progetto di un grande premio legato al territorio delle Langhe da realizzare in sinergia con i 1.400 editori che gravitano intorno alla Fiera. A dare il via alla creazione del Premio sarà la Regione Piemonte, già primo finanziatore del defunto Grinzane (e possibile parte lesa in un probabile processo a Giuliano Soria), e protagonista anche di questa nuova avventura. La Regione, appena scoppiata la vicenda Grinzane, aveva detto di voler recuperare l’attività del Premio che tanto ha promosso l’immagine di Langhe, Monferrato e Roero. E proprio queste aree saranno al centro del nuovo Premio di cui non si conosce ancora il nome. La cerimonia di designazione, potrebbe svolgersi però sempre al Castello di Grinzane, ma in settembre. «Il premio – scrive una nota della Fiera – recupererà lo spirito originario del Grinzane Cavour quanto a radicamento sul territorio piemontese e coinvolgimento delle scuole superiori della regione». All’inizio di ogni anno un comitato selezionerà 10 grandi personalità della cultura mondiale. La rosa verrà sottoposta, a maggio, al vaglio dei 1.400 editori che partecipano alla Fiera del Libro e che designeranno i tre vincitori. Ogni editore disporrà di un voto. Poi la parola passerà agli studenti e settembre si avrà il supervincitore. Una differenza con il vecchio Grinzane: i 3 finalisti terranno nelle settimane successive una serie di lezioni e seminari con gli studenti piemontesi.

La fantasia e la passione. Per una storia bibliografica della felicità

(11-06-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

La rivoluzione siamo noi i turbamenti di ogni nostra passione e il potere della fantasia. Leggi morali, laiche e religiose ci vorrebbero orientare ed educare ma non aggiungono e non tolgono nulla a quel che siamo e a come lo siamo: noi cerchiamo ciascuno a suo modo, da soli o insieme ad altri di essere felici. Come posso esser felice se non ho della vernice. Nessuno è padrone del proprio gusto e delle proprie inclinazioni, eppure quanti teoremi e illusioni ruotano attorno alla pretesa di sapere cosa deve renderci felici. Nessun altro da noi ha la chiave che schiuda i giardini meravigliosi: caritatevolmente vorrebbero evitarci le insidie della discesa in noi stessi ma da lì dobbiamo passare per capire e per vivere…
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Nelle urne la paura dell’Islam

(11-06-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

Circa le future generazioni europee niente potrebbe importarmene di meno. Aver vissuto consapevolmente in buona parte del secolo XX vuol dire che di cucchiaiate amare se ne sono ingoiate abbastanza: tuttavia si può sempre immaginare che il prossimo futuro ne stia preparando, nella sua indecifrabile cucina, di più amare ancora. E chi vorrebbe che agli appena nati e ai nascituri nelle nostre vecchie nazioni fossero riservati cammini facili, offende scioccamente il destino umano.
Almeno, è possibile prevedere, con sollievo, che di guerre intraeuropee non se ne faranno più, e neppure di euroturche, senza per questo che il Pólemos, il Contrasto, si metta a ronfare – impensabilmente…
Guido Ceronetti, su La Stampa

Tristi tropici nello sguardo di un bambino

(11-06-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

Pubblicato nel 1947 e uscito ora per le Edizioni Lavoro «Chiquinho», capolavoro di Baltasar Lopes. L’Unesco lo ha inserito tra i libri che vanno tutelati come patrimonio dell’umanità
Un paradigma forse inconsapevole della critica letteraria postcoloniale, scarabocchiato con rara pertinenza e concisione su una parete del bagno del Ritz Clube di Lisbona, locale africano in voga negli anni ’80 e ’90, recitava: «Per noi capoverdiani Chiquinho è il nostro Camões». Quelle parole affidate alla ciclicità di un rituale anonimo e prosaico contenevano la dichiarazione di identità del soggetto, la dialettica istituita nei confronti del discorso egemonico, l’assorbimento, la negoziazione e il rifiuto del canone coloniale e la costruzione del «terzo spazio» (l’ibrido!), preconizzato da Homi Bhabha…
il manifesto

Antipodean Fantasy

(11-06-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

These pictures were scanned a while back from a couple of secondary compilation books on loan, but I’m afraid I’ve lost the book titles.
The first four decades of the 20th century were the ‘golden age’ of Australian book illustration, particularly in the fantasy – [a word applied loosely to some of the above examples]- genre. The above array is nowhere near comprehensive and I’ve intentionally left out Dorothy Wall, for instance, who will turn up in a dedicated post somewhere along the line in the future. Even if you didn’t own works by the most famous of the Australian fantasy illustrators (I didn’t…I don’t think), many of their characters were – are – an inescapable part of the visual patchwork in the background, growing up here. Not too shabby really…
bibliodissey