I dolori del Novecento nella clessidra di Kis

(31-05-2009 - romanzieri in news.)

«L’unica cosa che mi interessa è come cominciare, come continuare, e come finire una frase». Confessava Danilo Kiš, per spiegare che ogni fiato della sua vita era stato dedicato al mestiere di scrivere. Chi ha amato capolavori come Giardino, cenere o La clessidra, può addentrarsi meglio nell’universo psicologico, estetico e morale di uno dei più dolenti, ironici e intensi anatomisti del Novecento, con Homo poeticus, in uscita da Adelphi (pp. 368, e 30, trad. di Dunja Badnjevic) che raccoglie magnifici saggi letterari (da Flaubert al vello d’oro), interviste, autobiografia sminuzzata in frammenti…
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