Ilja Mitrofanov, La fortuna degli zingari

(30-05-2009 - romanzieri in news.)

«Gli esseri umani sono più cattivi dei cani. Il cane morde, ma l’uomo ti sbrana vivo». A parlare è la sfortunata (che lo è in maniera quasi incredibile) protagonista di La fortuna degli zingari, capolavoro di Ilja Mitrofanov, secondo capitolo di una trilogia sovietica tanto affascinante quanto dimenticata, che Isbn edizioni manda in libreria dall’ 11 giugno (pp. 190 – 16,00 euro). La fortuna degli zingari è la storia di una bellissima ladra zingara, Sabina, e del suo amore per il moldavo Bogdan, pittore maniaco-depressivo che finirà i suoi giorni in manicomio, alcolizzato e pazzo. Sullo sfondo stupri, violenze, prevaricazioni, ma anche ironia e speranza. Il tutto raccontato con lo stile lucido e iperrealista di Mitrofanov, capace di alternare, come se niente fosse, un’indicibile crudeltà con improvvisi, commoventi slanci di tenerezza. Mitrofanov, nato a Kilija, Ucraina, nel 1948 e morto nel 1994 vicino a Mosca investito da un’auto, ha lavorato come apprendista falegname e come saldatore nei cantieri navali di Izmail, oltre a fare lo scrittore, realizzando una trilogia iniziata con Il testimone, che prosegue con La fortuna degli zingari e si conclude con La fontana, di prossima pubblicazione.

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