Doping sdoganato

(25-05-2009 - Massimo Boccuzzi in news.)

Che il doping sia il più grande spot pubblicitario di tutti i tempi non sono l’unico a pensarlo. Lo scandalo è sempre stato un veicolo formidabile per cogliere l’interesse degli italiani e modificarne abitudini e consumi. Così, mentre tanta gente s’indigna alla costante drogatura di questo o quel campione sportivo, tutti gli altri corrono a procurarsi l’aiutino necessario all’ottima performance. Non c’è settore delle umane faccende che ne sia rimasto immune: dall’amore agli affari, dal lavoro al tempo libero, con gli altri o in solitudine. Migliorare la performance è vissuto come obbligatorio: anche il dolce far niente ha la sua chimica miracolosa per farlo meglio. Conosco gente che dopa costantemente persino il chihuahua con le pillole da pitbull. Il concetto di droga è poi completamente sdoganato. Al di là di quelle tre o quattro conosciute: cocaina, marijuana, eroina e ecstasy, più o meno universalmente condannate (ma insospettabilmente consumate) c’è tutto un mondo di sostanze che, lontane da ogni clamore, fanno dimagrire, tengono svegli, sviluppano concentrazione e memoria, alleviano la fatica, fortificano il sesso, dànno un senso anche alla vita più piatta. Pochi clic su Internet e arrivano comodamente a casa tua, senza nemmeno l’imbarazzo del recarsi in erboristeria o in farmacia, dove pure si trova di tutto. Il consumo? Nell’Italietta dove sondaggi e statistiche contano più delle idee non è dato saperlo, ma quantità a parte è la qualità che preoccupa. Il ragioniere che si dopa per essere più ragioniere, lo studente per sostenere gli esami, la casalinga per vincere lo stress, e l’elenco comprenderebbe decine e decine di esempi, condizioni, mestieri, situazioni. Quel che conta è che ognuno sente il bisogno di aggiungere qualcosa a se stesso, fosse anche solo un sale minerale formato effervescente con l’unica utilità di espellerlo con la pipì perché ne aveva già a sufficienza. Poco importa. L’importante è sentirsi più forti di quel che si è, anche se non si è nessuno. E a proposito di nessuno capita sempre più spesso di sentir dire che tanti grandi scienziati, artisti, letterati, del passato non disdegnassero l’uso di qualche correttivo per far funzionare meglio il cervello. E’ probabile che chi è davvero molto intelligente possa ricavarne un risultato. Ma che ce ne facciamo di tanti imbecilli sprint?

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