Costi della vita

(05-05-2009 - Massimo Boccuzzi in news.)

L’ennesima indagine sull’andamento dei prezzi afferma una verità che nessuno si aspettava. In Italia ci sono città dove la vità è più cara e altre in cui lo è di meno. Prendi ad esempio l’acquisto del burro: Firenze è meno cara di Rimini e più di Napoli. Nell’Italia dei sondaggi e delle ricerche di mercato si è dunque accesa una nuova luce scientifica. Leggo dalle agenzie di stampa che in qualità di consumatore fiorentino spenderò annualmente per l’ingrediente in oggetto un euro e mezzo in meno che se lo comprassi a Rimini. E visto che, come diceva persino il grande economista Totò, è la somma che fa il totale, un centesimo qui e un centesimo là, finisce che vivere a Firenze vale una piccola fortuna: cinquecento euro all’anno. Mille, se vivessi a Napoli. Quante cose si possono fare con una tale, insperata, somma? Tutte tranne una: immaginare che sulla base di statistiche importanti come questa la nostra politica economica, dopo il recente ok al federalismo fiscale, torni a parlare di gabbie salariali. Il concetto è questo: se vivi in un posto dove il burro costa meno, è giusto che anche il salario sia minore. Una sorta di delocalizzazione nazionale. Se un progetto del genere dovesse andare in porto, magari col favore di statistiche così serie, uno che vive a Firenze dovrebbe per legge guadagnare di meno di quello che vive a Rimini e di più di quello che vive a Napoli. Secondo gli economisti questo potrebbe anche spingere gli investimenti industriali verso aree dove il costo del lavoro è più economico, com’è successo per la Cina o la Romania. Anche se resta da capire come una differenza che non supera i mille euro all’anno possa esserne la molla. Ma poniamo per un momento che questo possa accadere, cosa succederebbe al salariato fiorentino? Anzitutto dovrebbe andare a comprare il burro dove oggettivamente costa meno. Già, perché io che non sono né statista né statistico, ho scoperto senza l’aiuto della scienza che in città non c’è un posto dove il burro costa uguale, e non c’è marca di burro che costi uguale a un’altra. Poniamo inoltre che il posto dove il burro costa meno sia a cinque chilometri da casa, le statistiche rimborseranno il prezzo del biglietto dell’autobus nel salario perequato? No, non funzionerebbe. E non ci vuole certo una statistica per capirlo.

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