Archivio per il mese 05-2009

Cesare Cantù, Il mio maestro elementare

(31-05-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

Quand’io era un fanciulletto come voi altri siete, e che andavo alla scuola imparare a leggere, scrivere, contare, mi toccò, per grazia del Signore, un buon maestro: poiché un buon maestro è veramente una grazia del Signore. In sua prima gioventù era stato soldato, aveva visto delle cose assai, ma senza riportarne quel fare orgoglioso e bravo, che alcuni acquistano col praticare in mezzo alle armi. Congedato, e tornato a casa, rizzò un piccolo negozio; ma diversi accidenti gli fecero volgere così in male ogni sua faccenda, che dovette abbandonare i traffici, ed allora aprì scuola nel suo paese, che era anche il mio. Continua »

I dolori del Novecento nella clessidra di Kis

(31-05-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

«L’unica cosa che mi interessa è come cominciare, come continuare, e come finire una frase». Confessava Danilo Kiš, per spiegare che ogni fiato della sua vita era stato dedicato al mestiere di scrivere. Chi ha amato capolavori come Giardino, cenere o La clessidra, può addentrarsi meglio nell’universo psicologico, estetico e morale di uno dei più dolenti, ironici e intensi anatomisti del Novecento, con Homo poeticus, in uscita da Adelphi (pp. 368, e 30, trad. di Dunja Badnjevic) che raccoglie magnifici saggi letterari (da Flaubert al vello d’oro), interviste, autobiografia sminuzzata in frammenti…
tuttolibri

Quelle canzoni di protesta fra le risaie del nord

(31-05-2009 - romanzieri in news. 1 commento)

Sono venti donne, in maggioranza più che ottantenni, che cantano le antiche canzoni di protesta, d’amore o di melanconia nate nelle risaie, tanti decenni fa. Le più anziane, fin da giovanissime, hanno lavorato come mondine nelle risaie del vercellese, un duro mestiere che ha trovato la sua fine negli anni ’60, con l’arrivo della meccanizzazione. Venivano da Novi, un paese della bassa modenese. Ogni anno, dall’età di 13-14 anni, andavano in Piemonte per la stagione della monda. Dopo giornate di più di dieci ore di lavoro, vivevano in grandi cameroni, in uno stato di quasi reclusione, controllate a vista da padroni e intendenti, con il solo obiettivo di tornare a casa con un qualche soldo in più.
Questa vita difficile è oggi il loro punto di forza. Hanno formato il Coro delle Mondine di Novi, che ormai gira il mondo ed è accolto, dappertutto, da grande commozione. Il giovane regista Andrea Zambelli ha dedicato loro un bellissimo documentario, Di madre in figlia, che ha aperto giovedì sera la seconda stagione di Histoires d’It all’istituto culturale italiano di Parigi, una rassegna (fino al 9 luglio) attraverso la quale la direttrice Rossana Rummo vuole presentare al pubblico francese il nuovo documentario italiano…
il manifesto

Alfredo Giuliani, Autunno del Novecento

(30-05-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

Forse non è un caso che la riscoperta del Liberty degli anni scorsi abbia di poco preceduto una certa rivalutazione del futurismo. Conviene ammetterlo: non c’è quasi nessun gusto a leggere i testi futuristi se non vi si coglie il persister di quell’atmosfera “modernista”, tra il voluttuoso e il funzionale, che è tipica del Liberty…
google books

Addio a Nico Orengo

(30-05-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

Lo scrittore Nico Orengo è morto questa mattina all’ospedale torinese delle Molinette, dove era stato ricoverato per una crisi respiratoria. Nato nel 1945 a Torino, molto legato all’estremo Ponente ligure, ai confini con la Francia, teatro di gran parte dei suoi romanzi, aveva lavorato alla casa editrice Einaudi dal 1964 al 1977, entrando successivamente a La Stampa di cui diresse il settimanale Tuttolibri fino al 2007…
repubblica-torino

Enrico Annibale Butti, L’immorale

(30-05-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

Suonaron le dieci, lentamente, nell’ombra. Poco dopo i rintocchi si ripeterono più decisi, più rapidi nell’anticamera.
Enrico, dopo avere alcun tempo indugiato origliando tra i due battenti socchiusi, entrò cautamente nella stanza, avvolta in una densa penombra verdognola. L’aria v’era un po’ viziata, benché un diffuso profumo, misto di violetta, d’acqua di Colonia e di tabacco, vi signoreggiasse: v’era quell’odore speciale, direi quasi organico, che ànno le camere dove qualcuno abbia lungamente dormito; e un respiro lieve e alquanto irregolare annunziava appunto che una persona vi dormiva ancora serenamente in braccio all’onda dei sogni mattutini.
Il servo attraversò in punta dei piedi la camera, e s’avvicinò all’alta finestra, ch’era stata accuratamente rinchiusa ma lasciava da alcune connessure penetrare il giorno già avanzato, intersecando di lamine luminose l’oscurità. Aperse senza far remore le imposte; la luce verdognola delle persiane invase, diffondendosi, la stanza, e andò a frangersi nelle ricche dorature e nella lucidezza metallica degli specchi. Nel mezzo ergevasi, tra il lusso del cortinaggio di velluto, il letto di mogano artisticamente intagliato a foggia antica, e qua e là spiccavan varî mobili di diverso stile: una spera altissima rifletteva quell’eleganza un po’ chiassosa in una cornice ad alto rilievo, raffigurante nella base un canotto marinaresco, e negli stipiti,—da un lato, un amplesso di palmizî, i cui ciuffi larghi, protendendosi, componevan l’architrave,—dall’altro, un cespite di arnesi da pesca bellamente raggruppati. Sopra gli usci pendevano dei trofei guerreschi e dei massacri da caccia: dalle pareti, arazzi policromi a soggetti mistici e profani. Era un complesso di lussuosa ricercatezza, in cui, più che il gusto, si notava il desiderio esagerato d’accumulare oggetti ricchi e preziosi in poco spazio…
gutenberg.org

Ilja Mitrofanov, La fortuna degli zingari

(30-05-2009 - romanzieri in news. 0 commenti)

«Gli esseri umani sono più cattivi dei cani. Il cane morde, ma l’uomo ti sbrana vivo». A parlare è la sfortunata (che lo è in maniera quasi incredibile) protagonista di La fortuna degli zingari, capolavoro di Ilja Mitrofanov, secondo capitolo di una trilogia sovietica tanto affascinante quanto dimenticata, che Isbn edizioni manda in libreria dall’ 11 giugno (pp. 190 – 16,00 euro). La fortuna degli zingari è la storia di una bellissima ladra zingara, Sabina, e del suo amore per il moldavo Bogdan, pittore maniaco-depressivo che finirà i suoi giorni in manicomio, alcolizzato e pazzo. Sullo sfondo stupri, violenze, prevaricazioni, ma anche ironia e speranza. Il tutto raccontato con lo stile lucido e iperrealista di Mitrofanov, capace di alternare, come se niente fosse, un’indicibile crudeltà con improvvisi, commoventi slanci di tenerezza. Mitrofanov, nato a Kilija, Ucraina, nel 1948 e morto nel 1994 vicino a Mosca investito da un’auto, ha lavorato come apprendista falegname e come saldatore nei cantieri navali di Izmail, oltre a fare lo scrittore, realizzando una trilogia iniziata con Il testimone, che prosegue con La fortuna degli zingari e si conclude con La fontana, di prossima pubblicazione.