Bicincentivi

(26-04-2009 - Massimo Boccuzzi in news.)

L’Italia è una Repubblica democratica fondata sugli incentivi. L’ultimo in ordine cronologico riguarda le biciclette: le agenzie di stampa parlano di quasi nove milioni di euro entro il 2009 per sconti a chi acquisterà una bicicletta elettrica o anche tradizionale di valore inferiore a 700 euro. Si sostengono così le imprese che producono i mezzi di locomozione e la lotta all’inquinamento. Mi vengono due dubbi: che sia in atto una doppia discriminazione verso il calzaturiero e verso i pedoni; e che i produttori di pattini a rotelle, skateboard e monopattini si troveranno prestissimo in una situazione di concorrenza sleale. La questione è più seria di quel che appare. Il rischio è che vi sia una sorta di lobby della bici che cerca di appropriarsi di una valenza ecologica assoluta e proprio per questo discutibile. E’ vero che andare in bici non produce fumi, ma produzione e smaltimento di batterie elettriche, vernici, olii, solventi e gomme, non sono certo a impatto zero. Inoltre, con l’incentivo all’acquisto del nuovo la spinta a disfarsi del vecchio è un ulteriore allarme, perché porta a un improvviso e improvvisato ciclo di produzione di rifiuti che senza incentivi potrebbe essere evitato. Dopotutto chi è che non può comprarsi una bicicletta, magari anche usatissima, senza dar fondo alle casse dello Stato. Se proprio vogliamo buttar via dei soldi pubblici diamo piuttosto un incentivo a chi rimette a posto la vecchia bicicletta e si impegna a non comprarne un’altra finché non si disintegra da sola. Premiamo inoltre chi decide di inquinare meno anche viaggiando a piedi, o spingendosi l’un l’altro con una carriola di legno. E diamo contributi analoghi ai produttori di scarpe e ai calzolai che le risuolano. Perché alimentare solo il business delle biciclette? Tanto più che di danni ne sono già stati fatti molti, a cominciare dagli investimenti pubblici milionari per spargere quintali di vernice sulle strade per improbabili piste ciclabili che penalizzano ulteriormente il povero pedone. Mentre ancora niente si è avuto il coraggio di fare per diminuire l’uso delle automobili, anch’esso incoraggiato con mille incentivi. Il culmine della beffa sarà poi vedere le biciclette acquistate col contributo di Stato circolare per la strada sui portapacchi dei Suv o appiccicate dietro ai camper nerosbuffanti.

nessun commento

Aggiungi un commento