L’orto globale

(23-03-2009 - Massimo Boccuzzi in news.)

Che media e informazione siano la nostra finestra sul mondo è proprio vero. Io, per esempio, sono tre mesi che tengo d’occhio il nuovo orto della Casa Bianca. Mi affaccio dalle finestre dell’informazione ed eccomi lì, a gettare lo sguardo sull’orto più influente del pianeta. Di tutte le cose che riguardano Obama è quella che trovo più interessante: la passione agropastorale di Nostra Signora Michelle. Il suo non è un orto normale, dobbiamo dirlo subito. Anzitutto per le dimensioni, che sono sconfinate per quantità e qualità. Da quando è first lady, Michelle non fa che ricevere semi, da ogni parte del mondo. Proprio ieri le hanno spedito da Vicenza alcuni fondamentali semi di Broccolo Fiolaro di Creazzo, un broccolo ricco di storia e di sapore, coltivato fin dalla Roma Antica e ispiratore di alcuni significativi versi di Goethe, nel suo viaggio in Italia svoltosi quasi tutto a tavola. Affacciato alla finestra io ammiro questa donna così democraticamente capace di privarsi del piacere principale dell’orto: coltivarci quel che le pare. Penso che lei, magari, ha voglia di un semplice mais dolce, per farsi due pannocchie bollite in famiglia, e invece no. Eccotela lì a cercar di far convivere su un terreno poco adatto la cipolla di Tropea, la lenticchia di Colfiorito, il cavolo a peduncolo di non so dove e ora anche il broccolo fiolaro di Creazzo. E fosse solo l’Italia. Apprendo dalle agenzie internazionali che ciò avviene per molti ortaggi cosmopoliti. Ma per chi l’hanno presa? Per l’ortolana globale? Se cominciano a regalarle anche un po’ di animali da cortile va a finire che fa l’arca di Noè. E se poi il grande amore per questa nuova famiglia americana continua a manifestarsi così, finirà che persino mia zia Flora le manderà una vaschetta già pronta di lasagne con il raperonzolo spontaneo delle colline pistoiesi. Quel che però mi preoccupa del White House’s Vegetables Garden, è la sua quasi totale incompatibilità con gran parte delle specie. Immagino la delusione della first lady il giorno che appurerà che il broccolo fiolaro non sarà che un inguardabile spuntone mezzo morsicato dalla vorace e verace lumacona americana. Finirà che questa signora odierà il mondo. Con il rischio di incidenti gastronomico-diplomatici e future guerre, la Cia inviata a controllare in gran segreto la crescita dell’asparagina.

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