Il colore dei soldi

(10-03-2009 - Massimo Boccuzzi in news.)

C’è la crisi, è l’ora di buttar via l’aspirapolvere giallo ocra. Se ne trovate ancora di questo colore in qualche negozio trattasi di prodotto invenduto. Shelf life rimaneggiata. Fosco terreno di confine tra stock di magazzino, assoesercenti e salvaguardia del consumatore ignaro.
E’ il vostro momento, non sbagliate: guardate dritto negli occhi il commerciante, a sua volta acquirente. Torturatelo psichicamente sussurrandogli la parola “decrescita” e insistete per uno sconto pazzesco, perché nessun consumatore preoccupato per quel futuro che finisce nel 2009 lo acquisterà mai più. Ora lo stesso aspirapolvere ha cambiato forma e colore. Ma la forma, più tondeggiante, non è così determinante. Lo è invece il colore: un rosso scuro come il sangue e lucido come la scocca di un’automobile tanto da sogno che ancora non esiste.
Scomparsi i verdi acidi, bandito il giallo canarino persino dai maglioncini lambswool scollo a V dei cinquantenni di paese, durato poco l’arancio e soprattutto estinto quell’acciaio satinato industriale (che poi è metacrilato impastato di fretta, là nell’Oriente dispensato dal protocollo di Kioto) per il frullatore, la lavastoviglie, la macchina da caffè con le cialde, il frigo e la grattugiaformaggio spreme anche gli agrumi.
Nel vasto mondo degli oggetti di consumo c’è lo tsunami del rifiuto. Non si vede troppo, però, è diluito. Ma nel cuore produttivo e propulsivo dei nuovi consumi svogliati o col senso di colpa, là dove tutto è concentrato: l’agenzia full service, la bottega creativa, l’opificio minimo, l’atelier di consulenza, salta agli occhi. Niente progress del mattino, non più brain storming né Tom Waits ad alto volume. Tutti, ma proprio tutti, siedono ai nuovi tavoli del tavolozza marketing, e con la testa tra le mani che stringono una l’I-pod e l’altra l’I-phone, si spremono le precarie meningi in una rumba di idee un po’ furbe, un po’ cattive, più modestamente rubate. I migliori cervelli concentrati per giorni su una cosa su cui, noi professionisti, non si era mai pensato: come sostituire il rassicurante blu smorto nei manici e i pomelli del pentolame cui è crollato d’improvviso l’appeal. E tra un frusciar di pantone e un riscoprire il magic marker rimasto senza benzina in un cassetto fin dall’83, il nuovo trend è il nazional tricolore: bianco, rosso, e sempre un po’ sporco di merda.

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