Barboncini e CO2

(16-02-2009 - Massimo Boccuzzi in news.)

A Londra è già scandalo. Il leader dei Coldpaly, Chris Martin, promotore di grandi campagne ecologiste, conduce una vita ad altissimo impatto ambientale. Solo la sua casa, il classico villone gioiello da pop star, disperde in calore migliaia di chilowattora all’anno. Ma, rispetto al pianeta, un piccolo scandalo è in ognuno di noi. Già, perché a donare un euro per piantare un fico d’india in India son bravi tutti, ma poi rinunciare a qualche troppo impattante abitudine quotidiana è difficilissimo. E’ così che emerge un rapporto con l’ambiente a dir poco contraddittorio. La nostra giornata media è ad altissimo impatto ambientale. Partiamo dalle necessità primarie: il cibo. Quasi niente di quello che mangiamo è prodotto nelle vicinanze. La carne è argentina, frutta e verdura arrivano in aereo, persino l’acqua minerale arriva col camion da centinaia di chilometri di distanza. C’è poi l’abbigliamento, il quale è ormai quasi tutto prodotto in Cina e trasportato (via mare, aereo e camion) fin nel negozio sotto casa. Ci sono le tecnologie: telefonini (due o tre per ognuno), giga e nanotecnologie varie in sovrabbondanza. Un consumo d’elettricità senza pari: città, palazzi e negozi illuminati ventiquattrore al giorno giusto per non sciuparne l’estetica. C’è tutto il settore degli spostamenti, dove eurozero o euroquattro, si fa gran produzione di velocità e cilindrate. Al solo pensarci vien voglia di porre subito un rimedio, di ripulire il mondo il più possibile. Ed ecco allora l’abuso di detersivi: una casa media in Italia ne consuma quanto tutto il Malawi. Oppure il fatidico (ri)ciclo dei rifiuti: che impiega migliaia e migliaia di camion, termovalorizzatori, compostaggi e selezioni da far accapponare la pelle. A questo punto c’è chi dirà: è proprio vero, meglio gli animali che l’uomo. Ma non è vero affatto. I nostri animali non sono meno inquinanti. E non solo negli allevamenti intensivi che servono per la nostra sovralimentazione, ma anche nel piccolo e scodinzolante cucciolo che c’intenerisce per la strada. Alle nostre latitudini un barboncino di media taglia ha lo stesso impatto di un piccolo aeroplano da turismo. Non ci credete? Trasformate in CO2 la fila di scatolette, biscotti, sonaglini, cappottini, sacchettini raccogliescrementi, giocattoli, cuccia, medicine e viaggi in auto per fargli sgranchire le gambe e poi ne riparliamo.

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