Dateci una befana vera

(06-01-2009 - Massimo Boccuzzi in news.)

Passati gli anni del corpo è mio e lo gestisco io, e quelli della seduzione a tutti i costi, oggi è la befana la nuova icona del femminismo. Si tratta naturalmente di un femminismo nuovo, meno teorico e più pratico, poco o per niente indulgente alle mille tentazioni del quotidiano. Finalmente la befana smette di essere socialmente sottovalutata e diventa cult, modello da seguire. Chi ha perso tempo finora a immaginarsi la befana come una donna vecchia, brutta, cagionevole di salute e senza potere, dovrà ricredersi. Non è affatto così. Anzi, per molte donne, la condizione di befana è ancora del tutto irraggiungibile. Anzitutto il suo potere di distribuire carbone ai cattivi. Esiste altra donna al mondo in grado di farlo? Macché, neanche una regina, o una capo di stato, o una first lady o una “ministra” ha mai avuto tanto carattere. Poi c’è la questione dell’apparenza. Fiera di una sua bellezza interna (le donne belle son fatte per gli uomini senza immaginazione) la befana è l’unica donna al mondo capace di fregarsene di piacere per forza. Niente creme anti-age e trucchi per nascondere l’età, niente diete, lingerie sobria, zero ritocchi estetici. Ma soprattutto niente ipocrisie nel carattere: la befana, se ti piace, deve piacerti così com’è. Un punto d’arrivo per molte attricette del quotidiano (ma in questo gli uomini non son messi meglio) esperte solo nel copione da pubblica relazione. In più c’è la paura della solitudine. La befana è orgogliosamente sola da sempre (anche se i gossip insinuano da tanti anni un flirt con babbo natale, che come sappiamo fin da bambini non esiste) e dunque non fa quella montagna di sciocchezze che spesso sentiamo giustificare con la paura di rimaner sole. Insomma, la befana può insegnarci qualcosa, anche se gli stupidi la prendono come antica. Non c’è niente di più moderno e attuale della befana, invece. E’ ecologica: scopa a emissioni zero (un concetto che anche certi maschietti dovrebbero approvare di più), veste scarpe tutte rotte che è molto più figo del riciclo, rifiuta l’industria della moda e le griffe, ed è contro la globalizzazione. E’, infine, una gran lavoratrice, nel non andare in pensione salva i conti dello stato più dell’immaginazione di Tremonti o Brunetta. Ma quello che più conta è che è difficilissimo trovarla, una befana vera, tra le troppe dozzinali imitazioni.

nessun commento

Aggiungi un commento