Elegant frugality

(30-12-2008 - Massimo Boccuzzi in news.)

Arriva il 2009, c’è la crisi mondiale, c’è quella nostrana e c’è chi deve correre ai ripari. La paura della povertà incombe. Il problema non sussiste per chi alla povertà ci è abituato. Per quelli lo scenario del prossimo anno cambia poco. Solita attenzione agli acquisti (dove attenzione equivale a rinuncia), stessa sensazione di inappropriatezza rispetto a quanto si vede nella cosa più ricca e a buon mercato a disposizione dei poveri: la televisione. E i poveri non immaginano che oltre i confini del telecomando la vita dei ricchi è assai più povera di consigli per gli acquisti e quindi avara di oggetti. Per chi povero non è stato mai e corre il rischio di ritrovarcisi il problema non è rinunciare ai consumi, ma alla ritualità dei consumi che scatta oltre l’acquisto del necessario. Perché la ricchezza sta nel superfluo e nel suo significato. Come quelli che, pur disgustati dal sapore dell’intimità di un pesce, non possono rinunciare a portare in tavola il caviale o vi si avventurano solo mischiandolo in un’improbabile e più commestibile insalata di fagioli. Per questa gente la vera povertà non sta nella rinuncia, ma nel dover guardare tutto da lontano, senza mai farne parte, come succede ai poveri veri: povero non è chi ha la Panda, ma chi non sa chi l’ha disegnata, afferma il lifestyle. Per affrontare la crisi questi nuovi poveri hanno bisogno soprattutto di parole, di nuovi stili di vita dai nomi altisonanti e noti solo a loro, come “elegant frugality”. In cosa consiste? Nel rimanere al centro dei rituali del superfluo riciclandosi le cose l’uno con l’altro, purché siano cose da ricchi. Il meccanismo è quello dello swap, ovvero del baratto. E’ così che si moltiplicano ovunque le occasioni di riciclare il superfluo altrui in cambio del superfluo nostro, una cosa che un povero vero non farebbe mai. Le case più eleganti si aprono e facendo salotto le signore scambiano un paio di ballerine a fiori messe una volta sola con una borsetta vintage molto usata dalla nonna, mentre gli uomini in altri salotti riciclano il Rolex in più con una mazza da golf appartenuta al campione locale. Tutto questo mentre le cronache ci raccontano dei quattrocentomila euro di caviale importato illegalmente e sequestrato che vengono donati dal Corpo Forestale dello Stato ai poveri che affollano le mense. Più riciclo del superfluo di così…

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