You!

(20-12-2008 - Massimo Boccuzzi in news.)

Siamo a fine 2008, e rispetto all’anno scorso è cambiato tutto. Ce ne accorgiamo dalla copertina del Time: l’anno scorso era tirata a specchio e diceva You, come a dire che ognuno di noi era persona dell’anno; oggi invece la gente normale non va più di moda e personaggio dell’anno è l’Obama Barak. Abbiamo sognato per un anno che anche le persone che di solito non hanno voce sui media avessero la dignità di dir la loro, e adesso il sogno s’è infranto: yes we can! Dove il we sta per uno solo, dall’altra parte esatta del pianeta. Che fine hanno fatto le persone che si erano specchiate nella copertina del Time di dicembre 2007? La stragrande maggioranza di loro ha perso la copia del Time che li ritraeva. E sono quelli a cui è andata meglio, perché in svariati milioni hanno perso la casa, il lavoro, in qualche caso (vedi le centinaia di guerre in corso su un pianeta che parla solo in inglese) hanno perso anche la vita. In tantissimi poi, pur non avendo perso niente di materiale, non hanno più chi il buonumore, chi la speranza, chi il lume della ragione. Pensa quanti danni può provocare una semplice copertina del Time. Spero che all’Obama Barack porti un po’ più di fortuna, ma ne dubito. Perché secondo me il problema sta nel cader sotto l’occhio dei riflettori, anche se il riflettore è fatto in casa, com’è appunto la vernice argentata della copertina di un rotocalco. Un vecchio adagio, quando ancora la stampa non era stata inventata, diceva: conosci senza esser conosciuto. Che è il contrario di come funzionano le copertine del Time. Una volta che sei finito in copertina non ti puoi più sottrarre, diventi l’icona di qualcosa che magari non ti appartiene. Le persone abituate alle copertine non solo lo sanno, ma ne hanno di solito fatto anche un mestiere. Il problema sta in chi non ci è abituato, e non ha nessuna onda “populista” da cavalcare. La storia della gente semplice, di quelli normali, di quelli che si volevano raccontare nella copertina di dicembre del Time dell’anno scorso, non sono mai state storie da copertina. Il successo (se di successo si può parlare) non è la loro misura normale: si trovano enormemente più a loro agio facendo la spesa al supermercato, addormentando i bambini nelle loro camerette, addormentando loro stessi sul divano di casa, magari guardando gli altri (i famosi) alla televisione.

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