Riciclare i regali

(01-12-2008 - Massimo Boccuzzi in news.)

Al tempo della crisi i soliti giornali ci informano che il 55% degli italiani riciclerà i regali. Io ho deciso di andare controcorrente, e quest’anno riciclerò sia il calendario sia il vecchio lunario. Non me ne vogliano gli editori che li stampano, la mia è una scelta del tutto personale che non vuole influenzare in nessun modo le vendite. Del resto ho motivazioni altrettanto personali. Penso infatti che anche il 2009 avrà gli stessi dodici mesi del 2008, un periodo invernale che durerà approssimativamente fino a marzo, una breve primavera, un’estate afosa e un autunno così e così. Immagino poi che ci saranno quindicine variabili in cui la luna sarà visibile nella prima metà della notte, nella seconda metà della notte, e giorni in cui la luna sarà piena o del tutto invisibile. Credo, in tempi di austerità, di poter rinunciare per una volta al calendario delle semine, poiché penso che anche nel nuovo anno per fare il bell’agliaio toccherà seminarlo di gennaio, e lo stesso sarà per le carote, le patate, i peperoni e le zucchine. Tanto più che ormai sono ortaggi presenti 365 giorni all’anno sui banchi del verduriere. L’unica cosa di cui soffrirò sarà il non sapere più con esattezza quando cadono le domeniche e i giorni di festa. C’è poi la cruciale questione dei “ponti”, anche perché nel 2008 non ce ne sono stati abbastanza. Anche in questo però credo di potermi confortare alla svelta, poiché sono convinto che anche nel 2009 le domeniche saranno sempre domenica, e dei ponti mi s’informerà ben prima del calendario con i continui allerta autostradali sulle milionate di automobili in viaggio. Del resto il calendario non è mai precisissimo e da solo non basta. Farebbe piacere, ad esempio, sapere se il sei gennaio prossimo nevicherà oppure ci sarà il sole. Ma questo il calendario non lo dice. Te la devi cavare da te. L’ultima questione, poi, riguarda i santi. Buttare al riciclo (o bruciare, secondo riti più o meno consolidati) i trecento e passa dell’anno in corso per mettermi in casa dei santi nuovi, non mi sembra un gesto tanto carino. Tanto più che, ai santi, tanti si affezionano e alcuni si raccomandano (non è che son diventati santi per nulla) e se davvero la crisi sarà dura è bene averci familiarità con i santi che già conosci e che non hai buttato via solo per attaccare alla parete qualcosa di più attuale.

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