Firenze, città diversamente profumata

(05-04-2007 - romanzieri in news.)

Ci sono cose che noti all’improvviso e rimangono in mente per sempre. I profumi della città, ad esempio, i profumi di Firenze. Prendi una giornata di pioggia come questa. L’ozono libero nell’aria, a livelli stratosferici, riempie le narici di frizzantino ed esalta tutto il resto. I camion del carico e scarico di via Calzaioli la mattina presto, coi loro nuvoloni neri neri; gli apecar delle imprese edili e degl’imbianchini, sempre un po’ sovraccarico; le tenui nuances dei tubi di scappamento degli autobus un po’ vecchiotti e le dolci catalitiche del traffico lento sui viali. Ogni odore ha una sua poesia, un suo perché, ben integrato alla città e alla sua vita quotidiana e intima. Il disinfettante misto a pipì di certi angolini un po’ nascosti, lì, dietro la Misericordia; la fila di tre cassonetti tre accanto al pub ultima moda o a ridosso della pergola all’aperto del ristorantino tipico, vista cupola. Infine gli odori, forti, del mercato: San Lorenzo, Sant’Ambrogio; e quelli dei luoghi più vissuti: l’arco di San Piero, via Panicale. Volendo se ne potrebbe tracciare una mappa, di questi odori, e con la nostalgia della lontananza trasformarli in profumi sublimi. Oppure, nel pragmatismo di certa politica, farli diventare una cosa utile, loro malgrado, un sistema di accessibilità alla città e al suo centro, ad uso d’una possibile disabilità visiva. Nascerebbe così una città diversamente profumata, dove tutto ciò che puzza è governato dal caso, oppure a naso. Fate voi.
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un commento

(ff il 05-04-2007 alle 22:31 pm #)

qui solo profumo verde di taglio fresco.

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