Firenze, la biblioteca in mostra

(03-04-2007 - romanzieri in news.)

firenze, la biblioteca in mostraA partire dal 1° aprile 2007 con l’apertura di un’esposizione permanente, la biblioteca si “mette in mostra” nella sua completezza e riapre al pubblico il complesso monumentale comprendente il vestibolo, la scala e la biblioteca progettate da Michelangelo Buonarroti (1475-1564). Animali fantastici, in particolare, costituisce una carrellata di 19 manoscritti e di 9 libri a stampa databili tra i secoli XII ex. e XVIII, in latino, greco, volgare e persiano, originari dall’Italia, Francia, Olanda e Iran e provenienti da diversi fondi della Biblioteca, il cui motivo di interesse è rappresentato, almeno in questa sede, dalla presenza nelle pagine di raffigurazioni delle più svariate creature immaginarie: sirene, satiri, draghi, centauri, fenici, unicorni, basilischi, cavalli alati, grifoni e minotauri di ogni foggia e fattura, infatti, illustrano, spiegano e abbelliscono i testi, le iniziali, i margini, gli ex libris e le marche tipografiche di tutti i volumi in mostra. Queste figure zoomorfe, attinte dalla mitologia classica e spesso arricchitesi in un secondo momento di significati e di valenze cristiane, hanno costituito per gli artisti che le hanno miniate o incise sulle matrici tipografiche, uno splendido banco di prova: da quelle che illustrano più o meno fedelmente il testo, quali la raffigurazione dei primi versi dell’Ars poetica oraziana del mostro alato nel Plut. 34.12 o il basilisco dell’Hortus sanitatis della cinquecentina 22.3.11, a quelle che riecheggiano motivi antiquari, quali i centauri nella pagina araldica del Plut. 79.1 appartenuto all’umanista Francesco Sassetti; da quelle con valenza allegorica, come gli unicorni che trainano il carro nel Trionfo della Castità del Med. Pal. 72 miniato dall’artista fiorentino Apollonio di Giovanni, più comunemente associato alla decorazione di cassoni nuziali a quelle che magari con il testo non hanno alcuna relazione vera o apparente, ma che sono funzionali alla decorazione della pagina o all’identificazione del tipografo (il grifone dell’In somnium Scipionis di Macrobio, ad esempio, stampato da Giovanni Griffio il vecchio (cinquecentina 15.F.6.11). Festa per gli occhi, quasi un divertissement, questa esposizione invita tutti, grandi e piccini, a tuffarsi nel mondo dell’immaginario, a convivere per qualche istante con questi simboli arcani eppure familiari e a goderne la dirompente vitalità.
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