Archivio per il mese 03-2007

Portare l’arte tra la gente, micro o megaeventi?

(15-03-2007 - romanzieri in firenze. 3 commenti)

cézanne a firenzePer una forma di scaramanzia intellettuale non andrò a vedere la mostra su Cézanne a Palazzo Strozzi. Cézanne è morto, innanzitutto, e con questi megaeventi a misura di turista grossolano ho la sensazione che possa morire una seconda volta. Con la rinuncia personale (e qui sta la scaramanzia) spero che avvenga un miracolo qui in città: la moltiplicazione dell’arte in centinaia di microeventi delocalizzati. In nome della biodiversità creativa e culturale rispetto ai sapori forti e omologati dell’arte spettacolo. Vorrei vedere l’arte finalmente esposta dall’ortolano, dal ferramenta, al bar, mentre faccio la coda all’ufficio postale, sui tanti muri brutti della città e delle sue periferie. Arte, arte ovunque ci sia uno spazio per esporla e portarla tra la gente. Più di un Cézanne solo (per quanto immenso) sarei curioso di vedere cosa producono gli studenti dell’Accademia, quella di Firenze così come quelle più lontane. Può darsi, che nell’invisibile cannibalizzato dai grandi eventi, di Cézanne ne possa esser nato un altro senza che nessuno se ne sia accorto. Firenze potrebbe così ritrovare l’essenza stessa di quel Rinascimento che l’ha resa unica nel mondo: allevarsi in casa i talenti dei prossimi cinquecento anni. Ricordandosi che anche i Pontormo e i Michelangelo sono nati in incognito e hanno esposto qui in città mentre il mondo intero perdeva tempo a celebrare nomi più sicuri, più famosi. Liberarsi da tanta provincialità, ecco il miracolo d’una nuova Firenze.

Giornata mondiale del libro usato

(14-03-2007 - romanzieri in appunti. 2 commenti)

Giornata mondiale del libro usatoC’è una giornata mondiale per quasi tutto (per quel che può servire) tranne che per lui. Non ci sono nemmeno, o forse non si pubblicano, dati di mercato. Eppure il libro usato è tutt’altro che un perfetto sconosciuto. Situato a metà tra libro antico e novità editoriale, è diventato nel tempo un veicolo autonomo di cultura. A basso prezzo, salvo che per le rarità, esso permette ai giornalisti che si occupano di libri, di arrotondare gli onorari da free lance, ai tenutari di bancarelle di fare un discreto business, al mercato generale dei libri di prolungare (spesso con una tenacia che fa tenerezza) la vita sempre più breve dei titoli librari e al lettore di incontrare contenuti alternativi alle estetiche che ad ogni stagione, e come le borsette, dominano il mercato. Nell’editoria fatta di concentrazioni, arroganze distributive e consumi quasi sempre indotti (salvo poi accorgersi che oltre metà dei libri acquistati non vengono neanche letti) il libro usato diventa baluardo di una cultura che non ha bisogno di doping.
Esso si rivolge a quei lettori, e sono molti, che si chiamano fuori dall’omologazione sempre affamata di consumatori, e che vanno perennemente alla ricerca dell’incontro magico con il libro, il suo autore e il suo contenuto. Un mercato che sarebbe anche disposto a spendere di più di quel che spende, per avere dal mercato librario mainstream, e dai suoi cinquantamila e oltre titoli all’anno, la stessa varietà, qualità e biodiversità culturale che offre il libro usato.
Sì, perché il libro usato esercita alla fonte una selezione durissima: le schifezze alla moda, anche quando sono in sovrappiù, finiscono al macero; sopravvivono solo i libri oltre un certo standard di valore. Un valore quasi mai di mercato. Un esempio per tutti? Cercate la ricca bibliografia di Alba de Céspedes in libreria e troverete solo una briciola, cercatela all’usato e con venti euro farete il pieno. Se i libri sono un po’ sbertucciati non fa niente, è segno di vitalità.
Per un giorno dunque, un solo giorno all’anno, si potrebbe rinunciare allo strillo da mercato, in gran voga tra lettori sempre più sordi, e usare alcune piccole cortesie ad una più credibile promozione della lettura. Ovunque si parla di libri dovremmo poter leggere e ascoltare di volumi di qualche anno fa, nelle biblioteche a scaffale aperto veder sistemate solo opere che hanno raggiunto la maggiore età, e poi qualche convegno (ma basta con le solite facce), più spazio alle bancarelle, incontri con autori che magari oggi non lo sono più o che lo sono diversamente. E non sempre perché son morti. Avere a tutto tondo una visuale più interessante del libro come testimonianza, anche dal curioso punto di vista storico o sociale. Insomma passare per un giorno dal libro intonso al libro intenso, e dopo ventiquattro ore ricominciare con il marketing oriented, senza dare altri fastidi all’economia.

Monologo di Erodiade

(13-03-2007 - Massimo Sannelli in appunti. 0 commenti)

Massimo Sannelli fotografato da Patrizia Bianchi

…voglio sentire come dà scintille
di ghiaccio freddo il tuo chiarore pallido,
mentre tu muori, in castità – e ne bruci!
Erodiade prova il suo sguardo bianco
di diamante! O incanto ultimo! Incanto!
Incanto! Incanto! Incanto! Incanto! Incanto! Incanto!
Lo sento: io sono sola. E’ il giorno in cui
Erodiade guarda al nuovo tempo
con spavento e ne grida, trema, piange:
piango gridando, tremo mentre tremo
per ciò che posso fare e ciò che so.

monologo completo qui ; fotografia di Patrizia Bianchi

22 marzo, la Germania celebra Goethe

(12-03-2007 - romanzieri in curiosità. 0 commenti)

175mo di GoetheLa Germania ricorderà il 175mo anniversario della morte di Johann Wolfgang von Goethe, avvenuta il 22 marzo 1832, con cerimonie in tutto il Paese a cominciare dalla città di Francoforte sul Meno dove era nato il 28 agosto 1749.
Il Museo Goethe per l’occasione ha organizzato un concerto nel corso del quale sarà ricordato anche il 180mo anniversario della morte del musicista Ludwig Van Beethoven, avvenuta il 26 marzo.
Tra il 1786 ed il 1788 Goethe viaggia attraverso l’Italia dove scrive opere importanti e lancia l’esempio del viaggio di formazione culturale nella penisola che sarà seguito nell’800 da numerosi connazionali.
Link e download: Goethe su Wikipedia, I dolori del giovane Werther, Faust

The Strand Magazine, Volume V, Issue 28, April 1893

(12-03-2007 - romanzieri in multilingua. 0 commenti)

The Prince of Wales is, of course, precluded by his position from granting interviews like private persons, but His Royal Highness has been so good as to give us special permission to insert the following extremely interesting article, which we are happy to be able to present to our readers in place of the Illustrated Interview for the present month. The next of the series of Illustrated Interviews, by Mr. Harry How, will appear next month. Sir Robert Rawlinson, the celebrated engineer, whose work saved so many lives in the Crimea, has given Mr. How a most interesting interview, with special illustrations…
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Emily Dickinson, poem 254

(12-03-2007 - Massimo Sannelli in poesia. 0 commenti)

“Speranza” è cosa alata -
Che ripara nell’anima -
E canta il canto senza le parole -
E non si ferma - mai -

E più che dolce - nel Vento - si sente -
E la bufera deve essere frusta -
Per impaurire Questa
Che riscaldò la gente -

Io l’ho sentita nella terra guasta -
Sul Mare che non c’è -
Neanche nell’Angustia
Chiese un grammo - di Me.

E’ in corso di pubblicazione per La Camera Verde di Roma, a cura di Giovanni Andrea Semerano, la raccolta di 70 poesie di Emily Dickinson, Su un Io Colonna, nella traduzione di Massimo Sannelli. Questa traduzione del poem 254, nata all’improvviso, tra visita e visita, telefonata e telefonata, la mattina del 12 marzo 2007, non farà in tempo ad entrare nel libro.

Nouvelles histoires extraordinaires by Edgar Allan Poe

(12-03-2007 - romanzieri in multilingua. 2 commenti)

Littérature de décadence!—Paroles vides que nous entendons souvent tomber, avec la sonorité d’un bâillement emphatique, de la bouche de ces sphinx sans énigme qui veillent devant les portes saintes de l’Esthétique classique. À chaque fois que l’irréfutable oracle retentit, on peut affirmer qu’il s’agit d’un ouvrage plus amusant que l’Iliade. Il est évidemment question d’un poëme ou d’un roman dont toutes les parties sont habilement disposées pour la surprise, dont le style est magnifiquement orné, où toutes les ressources du langage et de la prosodie sont utilisées par une main impeccable. Lorsque j’entends ronfler l’anathème,—qui, pour le dire en passant, tombe généralement sur quelque poëte préféré,—je suis toujours saisi de l’envie de répondre: Me prenez-vous pour un barbare comme vous, et me croyez-vous capable de me divertir aussi tristement que vous faites? …
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