Massimo Boccuzzi, Arbiter elegantiarum (6)
(23-03-2007 - romanzieri in moda.)Nello scegliere e indossare un abito gli uomini si dividono in tre categorie. Ci sono quelli che appartengono al mondo dello spettacolo, quelli che dànno spettacolo e poi ci sono tutti gli altri.
A differenza delle prime due categorie l’uomo deve vestirsi, non adornarsi. E può farlo con elegante disinvoltura in ogni occasione con un guardaroba di base comprendente abiti a tinte unite o con semplici righe, dai colori ben armonizzati e usati con limitatezza: grigio, blu, marrone, verdino. Lasciando ai colori più vivaci il privilegio dell’estate, secondo i luoghi in cui li indosserà: mare, montagna, campagna, città.
Nella vera eleganza, inoltre, camicia e cravatta non devono mai essere eccessivamente decorative, ma servono a rispettare con sobrietà il completamento dell’abito.
Gli abiti blu sono abiti da pomeriggio e vanno sempre completati da camicie bianche, cravatta di lana o seta, a nodo, e scarpe e calzini neri o scuri.
Il tight è un abito da cerimonia, diurno. Deve essere grigio scurissimo senza bordura, con o senza gilet, il quale deve essere della stessa stoffa oppure di panno grigio o nocciola. I calzoni devono sempre essere senza risvolto, la camicia bianca e la cravatta di seta grigio medio o scuro. La cravatta nera è ammessa solo per i funerali e per il personale d’albergo.
Lo smoking o dinner jackett è un abito da sera la cui impronta è la comodità. Si tratta di una giacca nera o blu scurissima a doppio petto con risvolti di raso, oppure ad un petto con collo sciallato di raso. Il calzone dev’essere della stessa stoffa, senza risvolto e con banda di passamaneria. L’etichetta vorrebbe, infine, che con gli abiti da sera non si indossi mai la cintura, ma le bretelle. Il gilet dello smoking può essere della stessa stoffa, ma, nel caso di una cena, è ammesso un gilet bianco di seta liscia o operata. La cravatta non deve essere mai di seta operata, ma di raso liscio o a pieghe, meglio se a farfalla.
La marsina o il frack dev’essere di panno nero. I risvolti sono di raso e le code devono arrivare a metà del polpaccio. I calzoni sono della stessa stoffa, con treccia di seta alla cucitura laterale. Il gilet è sempre di piquet bianco, l’unica eccezione riguarda i ricevimenti presso la Corte Pontificia, dove è obbligatorio il gilet nero.
La marsina consente, nei ricevimenti ufficiali, l’uso delle decorazioni. Questo deve essere sempre il più sobrio possibile, esponendo cioè una sola sciarpa o collare, relegando le altre a un cordoncino in prossimità dell’occhiello. Nel caso di ricevimenti con una personalità straniera, si porrà in maggiore evidenza la decorazione della nazionalità cui appartiene la personalità stessa.

con la marsina è assolutamente proibito far la piramide nel piatto.
Massimo, va tutto bene?
Un abbraccio