Massimo Boccuzzi, Arbiter elegantiarum (2)

(19-03-2007 - romanzieri in moda.)

arbiter elegantiarumPiccolo fitness della differenza

Che differenza passa tra un abito di sartoria e una camicia di forza? La consapevolezza nell’indossarli! Vestendo un abito di sartoria è facile sentire alcune libertà fondamentali di movimento, cosa ovviamente impossibile con un capo d’abbigliamento nato per adattarsi alla bisogna di diversi tipi di fisico, di stazza e, ovviamente… di temperamento.
Perdonate il paragone irriverente, ma è un fatto che certi capi prêt a porter, spesso anche blasonatissimi e costosi, rispondano alla stessa esigenza di funzionalità di quest’ultima, anche se con meno bottoni, fibbie e chiusure. Dunque è un fatto che il prestigio di un abito confezionato in serie dipenda moltissimo dallo stilista. Se conoscete uno stilista e volete farlo contento, dategli del sarto. Ma se conoscete un sarto non dategli mai dello stilista, ci rimarrebbe troppo male. Gli stilisti (naturalmente quelli bravi) nobilitano l’abito con una raffinata ricerca stilistica, con notevoli intuizioni nella scelta di colori e tessuti e sempre più spesso anche con un buon taglio. Qualcuno aggiunge la sartorialità come un degno condimento e si concentra magari in un vero occhiello alla manica o, nel più modesto dei casi, ad una impuntura particolare del bavero.
Se il sarto, viste queste premesse, non si è ancora estinto è perché prende questa concorrenza con lo stilista molto sportivamente… infatti basta un po’ di sano movimento di braccia e di gambe per riconoscere immediatamente la superiorità di un abito di sartoria.
Un pantalone su misura vi permetterà movimenti anche estremi con le gambe senza perdere il suo perfetto aplomb, mentre un qualsiasi altro calzone farà in modo che i due gambàli tendano a rimanere appiccicati come due gemelli siamesi storcendosi in modo vistoso ad ogni minima sollecitazione. Allo stesso modo le maniche di una giacca di sartoria vi permetteranno di alzare le braccia, anche solo per stiracchiarvi un po’, lasciando perfettamente al suo posto la parte posteriore della giacca. Un abito che non ha mai visto un sarto, al contrario, tenderà a seguire la sempre troppo abbondante imbottitura delle spalle, trasformandovi in una strana creatura a metà tra un ammiraglio della marina inglese in alta uniforme e il gobbo di Notre Dame.
Se poi non siete tra quelli la cui unica occupazione nella vita è dedicare l’intera giornata ad una perfetta postura ed efficienza del corpo, ma anzi tendete ad avere gli addominali un po’ pigri, le spalle leggermente rilassate e un torace non propriamente da gladiatore, moltiplicate pure i difetti di cui sopra per mille.
Pochi semplici esercizi dunque, che se anche non dimostrano a sufficienza la superiorità di tagli, comodità e cuciture create apposta per il corpo che la natura vi ha regalato e che voi avete pazientemente trasformato a vostra immagine e somiglianza, certamente dovrebbero far riflettere sul perché nessun negozio d’abiti faccia uso di manichini in movimento per rallegrare le vetrine.

un commento

(ff il 19-03-2007 alle 15:54 pm #)

di questa chicca io posseggo l’originale.
eh sì.

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