La critica letteraria di Jean-Paul Sartre dall’engagement all’Idiot de la famille
(12-03-2007 - romanzieri in bookmark.)Questo contributo si pone l’obiettivo di studiare l’evoluzione di alcuni concetti-chiave del pensiero di Jean-Paul Sartre mettendo a confronto i suoi scritti di critica letteraria del secondo dopoguerra (in particolare, il Baudelaire e i cosiddetti articoli programmatici) con L’Idiot de la famille, l’ultima delle sue grandi biografie. Nello specifico, vengono presentati ed analizzati tre aspetti del pensiero sartriano che mostrano il radicale mutamento di prospettiva compiuto dal filosofo. In primo luogo, viene mostrato come muta, nell’ottica di Sartre, la funzione della letteratura. Negli scritti degli anni ’40, la letteratura è, per Sartre, engagement, cioè un modo per lo scrittore di aggredire la realtà sociale e di far sentire la sua voce sugli avvenimenti. Al contrario, nell’Idiot de la famille la letteratura viene presentata da Sartre come una fuga dalla Storia e un tuffo nell’immaginario. In secondo luogo, viene profondamente rivisto, da Sartre, il concetto di libertà. Mentre gli scritti degli anni ’40 esaltano la libertà totale ed assoluta dell’individuo, a prescindere dalle sue condizioni materiali, nell’Idiot de la famille Sartre presenta un’analisi più approfondita della libertà, affermando che essa è condizionata a priori e fortemente limitata da fattori storico-politici, sociali e psicologici. Infine, nel testo su Flaubert, Sartre allarga in maniera consistente la prospettiva storica passando da una visione soggettiva e circostanziata, ad un’ampia trattazione degli aspetti politici e sociologici combinando, in un originale sincretismo, il pensiero marxista e la psicanalisi…
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