Archivio per il mese 03-2007

Internet e letteratura

(31-03-2007 - Massimo Sannelli in news. 0 commenti)

Esce il numero 7 della rivista L’attenzione, dedicato al rapporto tra Internet e letteratura. Nell’editoriale, Massimo Orgiazzi scrive: «La riflessione si basa allora su questa domanda: la letteratura – tradizionale e plurimillenario spazio di incontro dell’umanità – può essere costruita e rafforzata, in un momento in cui la visione critica sembra languire e le scritture sono sempre più sottomesse a pure logiche di mercato ? E poi: questa costruzione può farsi forte del lavoro in Rete di questi anni ? E il contributo della Rete è decisivo o no ? Continua »

Carlo Goldoni, La battaglia di Parma

(29-03-2007 - romanzieri in news. 0 commenti)

Carlo Goldoni, la battaglia di parmaArrivai a Parma il 28 giugno, vigilia di San Pietro, del 1733, giorno memorabile per questa città, e andai ad alloggiare all’Osteria del Gallo.
Il mattino, mi sveglia un rumore spaventoso. Mi alzo dal letto, apro la finestra della camera, vedo la piazza piena di gente: chi corre da una parte, chi corre dall’altra, tutti si urtano, piangono, gridano, si disperano. Ci sono donne con i bambini in braccio, altri li trascinano sul selciato. Si vedono uomini carichi di cesti, di panieri, di bauli, di pacchi, vecchi che cadono in terra, malati in camicia, carretti che si rovesciano, cavalli che fuggono: ma cos’è?, mi dico, è la fine del mondo?
Mi butto la finanziera sopra la camicia, scendo di corsa, entro in cucina, chiedo, interrogo, nessuno mi risponde. L’albergatore ammucchia l’argenteria, la moglie, tutta scarmigliata, tiene in mano uno scrigno, e nel grembiule ha dei panni: voglio parlarle, ma lei mi spinge contro la porta ed esce di corsa. Che c’è, insomma? Che c’è? chiedo a tutti quelli che incontro: all’ingresso della scuderia vedo un uomo: lo riconosco, è il mio vetturino; vado da lui: è in grado di soddisfare la mia curiosità.
Ecco signore, mi dice, tutta una città atterrita, e non senza motivo: i tedeschi sono alle porte della città; se entrano il saccheggio è sicuro. Tutti si mettono in salvo dentro le chiese, ognuno pone i suoi beni sotto la protezione di Dio. Ma i soldati, gli dico, in una simile occasione pensate che stiano tanto a riflettere? E poi, i tedeschi, sono tutti cattolici? Mentre stavo parlando con la mia guida, ecco che la scena cambia, ecco grida di gioia, dappertutto si fanno suonare le campane, scoppiare petardi. Tutti escono dalle chiese, riprendono i loro beni, tutti si cercano, si ritrovano, si abbracciano. Qual è stato il motivo di questo cambiamento? Ecco i fatti, per intero.
Una spia, che lavorava contemporaneamente al soldo degli alleati e al soldo dei tedeschi, era stata la notte precedente nell’accampamento degli alleati, nel villaggio di San Pietro, a una lega dalla città, e aveva riferito che un distaccamento di truppe tedesche oveva andare, quel giorno, a procurarsi il foraggio nei dintorni di Parma, con l’intenzione poi di tentare un colpo di mano sulla città.
Il maresciallo di Coigny, che allora comandava l’armata, prende due reggimenti, Picardie e Champagne, e li manda in avanscoperta, ma poiché questo generale non mancava di prudenza e di accortezza, fa arrestare lo spione di cui non si fidava, e fa armare tutto l’accampamento. Il maresciallo di Coigny non si sbagliava; i due reggimenti, arrivati in vista delle mura della città, si trovarono davanti l’armata tedesca composta di quarantamila uomini, al comando del maresciallo di Mercy, con dieci pezzi di artiglieria.
I francesi, che avanzavano lungo la strada maestra, affiancata da ampi fossati, non poterono più ripiegare; avanzarono coraggiosamente, ma furono investiti dall’artiglieria nemica. Questo fu il segnale dell’attacco per il comandante francese. La spia venne immediatamente impiccata, e l’armata si mise in marcia raddoppiando il passo. La strada era stretta: per la cavalleria non era possibile avanzare, ma la fanteria caricò così vigorosamente i nemici, che li costrinse a ripiegare, e fu in quel momento che la paura dei parmigiani si tramutò in gioia.
Allora presero a correre verso i bastioni della città; anch’io vi corsi; non è possibile vedere una battaglia più da vicino. Il funo impediva spesso di distinguere le cose, ma era pur sempre un colpo d’occhio molto singolare, di cui ben poche persone possono vantarsi d’aver goduto.
Il fumo durò continuamente per più di nove ore, senza interruzione, finché la notte separò le due armate: i tedeschi si dispersero sulle montagne di Reggio, e gli alleati restarono padroni del campo.
Il giorno seguente vidi portare a Parma, su una barella, il maresciallo di Mercy, che era rimasto ucciso nell’infuriare della battaglia. Questo generale fu imbalsamato e inviato in Germania, come pure il principe di Wirtemberg, che aveva subìto la stessa sorte.
Uno spettacolo ben più orribile e disgustoso si offrì ai miei occhi, il pomeriggio del giorno seguente. Quello dei morti che erano stati spogliati durante la notte, e si diceva che ammontassero a venticinquemila; erano nudi e ammonticchiati. Si vedevano gambe, braccia, crani e sangue dappertutto. Che carneficina!
I parmigiani temevano che s’infettasse l’aria, vista la difficoltà di seppellire tutti quei corpi massacrati; ma la Repubblica di Venezia, che è pressoché confinante con il territorio di Parma, e che quindi era interessata a salvaguardare la salubrità dell’aria, mandò calce in abbondanza, per far sparire tutti quei cadaveri dalla faccia della terra.
[da: Mémoires, primavera del 1784]

Ines Fantoni, L’ultima primavera

(28-03-2007 - romanzieri in news. 0 commenti)

Ritta, immobile dinanzi al grande specchio a tre comparti, Marina Negroni aveva testè compiuta la sua elegante acconciatura di passeggio. Ma la giovane si indugiava, pensosa, dinanzi alla propria immagine.
Sul volto suo, nessuna traccia di vanità, nè di compiacenza intima, non il sorriso trionfante della bellezza che si ravvisa. Pure, ell’era bellissima, Marina Negroni.
Alta, di forme decise, tendenti alla maestà del tipo giunonico. Bionda, d’un biondo acceso, quasi fulvo. Fattezze armoniche, regolarissime, un bello palese, non mutevole, invariabilmente sereno. Se Marina avesse avuto dei nemici, questi, parlando di lei, avrebbero potuto insistere su quell’eccessiva immutabilità della sua bellezza. Avrebbero potuto dire altresì, che ella dimostrava tutti quanti i suoi venticinque anni. Ma non altro appunto avrebbero potuto movere all’aspetto di quella fanciulla. Nè maggiore appiglio avrebbero offerto alla loro critica il carattere ed il contegno di lei. Somigliavano, per l’appunto, alla sua formosa bellezza. Erano, al pari di questa, invariabilmente calmi e sereni.
Ella dunque non si ammirava, si studiava soltanto.
Era, non era ciò che doveva essere quel giorno, per quella data circostanza?
La circostanza era grave, e Marina lo sapeva. Si passò coscienziosamente in rivista. Qualche ritocco ancora, qua e là; una ciocchettina di capelli un po’ ribelle da rimovere, più assestata sul fianco la falda della giacchettina, meglio stretta al collo la striscia di finissima trina che s’alzava oltre il goletto alto dell’abito…
continua

Luciano Bianciardi legge La vita agra

(28-03-2007 - romanzieri in news. 1 commento)

Bianciardi legge la vita agra“C’è una crisi di stanchezza verso la decima cartella, mi fanno un po’ male i muscoli sopra le clavicole”: comincia così la pagina della Vita Agra (anzi, per essere precisi, più che una pagina è un’antologia di brani del capitolo X e XI del libro), che Luciano Bianciardi legge nella sua casa di Via Domenichino 2 a Milano (via Meneghino nel libro) per le telecamere RAI. Le telecamere poi si spostano su quella Milano del 1964 per mostrare il cammino che ogni mattina lo scrittore compie per prendere il caffè e le sigarette, in una città che non lui non capisce e che per questo non ama…
su Riaprire il fuoco

The Daffodil Mystery by Edgar Wallace

(27-03-2007 - romanzieri in news. 0 commenti)

“I am afraid I don’t understand you, Mr. Lyne.”
Odette Rider looked gravely at the young man who lolled against his open desk. Her clear skin was tinted with the faintest pink, and there was in the sober depths of those grey eyes of hers a light which would have warned a man less satisfied with his own genius and power of persuasion than Thornton Lyne.
He was not looking at her face. His eyes were running approvingly over her perfect figure, noting the straightness of the back, the fine poise of the head, the shapeliness of the slender hands.
He pushed back his long black hair from his forehead and smiled. It pleased him to believe that his face was cast in an intellectual mould, and that the somewhat unhealthy pastiness of his skin might be described as the “pallor of thought.”
Presently he looked away from her through the big bay window which overlooked the crowded floor of Lyne’s Stores.
He had had this office built in the entresol and the big windows had been put in so that he might at any time overlook the most important department which it was his good fortune to control…
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Caserta, week end reali

(26-03-2007 - romanzieri in news. 0 commenti)

reggia di casertaSarà un viaggio nel tempo, virtuale e reale, che farà rivivere la vita della corte borbonica quello che, con la voce narrante di Giancarlo Giannini, andrà in scena alla Reggia di Caserta. «Tempo reale» sarà proposto fino alla fine del mese di maggio, in ogni week-end, dalle 19,30. Un viaggio fatto di luci e musiche, performance d’autore, registrate e dal vivo, della durata di 75 minuti, che parte dallo scalone d’onore e che arriverà negli appartamenti reali. I visitatori saranno proiettati in una dimensione che confonde i tempi e le epoche. I discorsi e le riflessioni di Carlo III di Borbone, di Ferdinando IV, Luigi Vanvitelli e di Maria Carolina, i commenti delle dame che frequentano il palazzo trasporteranno il visitatore nel passato. Momento centrale del percorso, un ballo di corte nella grande sala del trono illuminata a festa, con gli attori in costume al suono di un minuetto.

Massimo Boccuzzi, Arbiter elegantiarum (8)

(25-03-2007 - romanzieri in ebook, kindle. 0 commenti)

Si vive in un mondo in cui gran parte delle comodità ci arrivano già pronte dall’esterno. Così quando un abito si macchia il primo pensiero va ad una buona lavanderia, e quando si devono fare le valigie per un viaggio d’affari o di piacere ci si affida ad una di quelle sacche appendiabiti il cui charme è dovuto in gran parte alla firma che portano stampigliata sopra…

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