Bronzi di Riace in giallo

(26-02-2007 - romanzieri in news.)

Bronzi di RiaceAl momento del ritrovamento, avvenuto casualmente da un giovane sub dilettante a Riace di reggio Calabria nel 1972, i Bronzi di Riace erano (forse) tre e con loro sicuramente furono ritrovati anche due scudi e una lancia. Lo affermerebbe un ricercatore, Giuseppe Bragho’, dopo lunghe ricerche nell’archivio storico di Reggio Calabria. Della vicenda, emersa già alcune settimane fa sulle pagine del Quotidiano di Calabria, si stanno occupando i carabinieri e il Ministero dei Beni Culturali.
Le due statue, risalenti al quinto secolo avanti Cristo, sono oggi custodite al Museo Nazionale della Magna Grecia e sono nel tempo diventate un vero e proprio simbolo della città.
Tra le ipotesi, quella che i “pezzi mancanti” del ritrovamento siano finiti al Getty Museum di Malibu.

9 commenti

(ff il 26-02-2007 alle 16:41 pm #)

e dov’è finito il giovane sub dilettante?

(epimenide il 27-02-2007 alle 15:54 pm #)

Roba da tagliargli un orecchio!

(giuseppe braghò il 01-03-2007 alle 17:00 pm #)

Salve a tutti.
Allora: sono l’autore dell’inchiesta giornalistica (online sul sito de “Il Quotidiano della Calabria” -rubricata come Dossier) e del successivo libro “I Bronzi – Le altre verità” edito per Monteleone Editore (Vibo Valentia).
Andiamo per gradi. Il “giovane sub dilettante” come impropriamente viene chiamato -nella discussione- il subacqueo dr. Stefano Mariottini,(per ora) rinvenitore “ufficiale” (non “canonico”) dei Bronzi, non risponde a giornalisti, emittenti televisive e quant’altro. Ha dichiarato che parlerà solo con i giudici e/o Carabinieri. Sicuramente sarà già stato sentito dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, prontamente attivati dal Ministro Francesco Rutelli, il quale ha preso nella giusta considerazione il mio lavoro, durato più di un anno. Ho l’impressione che qualcosa, stavolta, succederà. Dovrà spiegare, il dr.Mariottini, cosa voleva intendere sottoscrivendo – nella denunzia ufficiale di ritrovamento (da me dissepolta dall’oblio dell’Archivio Storico del Museo di Reggio Calabria)- quanto di seguito riporto: “Il sottoscritto MARIOTTINI STEFANO…dichiara di aver trovato…un gruppo di statue, presumibilmente in bronzo. Le due emergenti rappresentano delle figure maschili nude, l’una adagiata sul dorso…l’altra risulta coricata su un fianco…e presenta sul braccio sinistro uno scudo.”
Presso il Museo su citato, non c’è traccia alcuna del “…gruppo di statue” o dello scudo che il subacqueo descrive. Dov’è andata a finire questa roba?
E gli elmi descritti nel verbale di recupero redatto dal dr. Pier Giorgio Guzzo, all’epoca dei fatti Ispettore della Soprintendenza Reggina? Questo ed altro ancora tratto nel mio libro. In soli 34 anni, sono stato l’unico ad esaminare le “carte” dell’Archivio Storico del Museo Nazionale di Reggio Calabria- documenti inequivocabili e, per un certo verso sconvolgenti, pubblicati -o meglio svelati- integralmente ne “I Bronzi – Le altre verità”, volume quanto prima presente nelle principali librerie del Paese. A chi non volesse “dipendere” dai
tempi di distribuzione, consiglio la richiesta di spedizione in contrassegno (€ 20,oo + 5,oo spese), rivolgendosi a Ibronzi@hotmail.it
La copertina del volume ed una breve sinossi sono visibili su:http://www.vivivibovalentia.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=1041&mode=thread&order=0&thold=0
Un saluto da giuseppe braghò.

(ff il 01-03-2007 alle 19:54 pm #)

una storia alquanto avvincente, quindi.

(Luca Pagni il 07-04-2007 alle 15:03 pm #)

Visitate la mia nuova pagina web http://www.photographers.it/articoli/bronzidiriace.htm
dedicata al bel libro “I Bronzi – Le altre verità”.

(fabrizio il 20-06-2007 alle 11:45 am #)

Buongiorno a tutti sono uno dei tanti pescatori professionisti che si trovano ogni giorno a contatto con il mare ,e devo dire che nel nostro paese l’archeologia subaquea è una disciplina ancora sconosciuta nonostante le collossali possibilità di ritrovamenti che caratterizzano le coste italiane.molti siti archeologici sommersi sono ormai noti nell’ambiente dei pescatori
e dei cosiddetti ladri bombolati che preferiscono asportare qualche ricordo dai relitti piuttosto che permettere uno studio stratigrafico dei siti attraverso segnalazioni alle autorità competenti.
credo che una buona collaborazione tra autorità e gente di mare sia alla base per lo sviluppo della mareria
ma ancora di più è necessario uno sviluppo pratico nelle università di beni culturali (quando ho sostenuto l’esame di archeologia subaquea non era prevista neanche un immersione e neanche la visione di un piccolo coccio ritrovato in mare).
Cara sovrintendenza non sperare nell’onestà di persone come il buon mariottini ma cerca piuttosto di investire più fondi per un patrimonio sommerso che non merita certamente di essere deturpato ,di laureati nel campo ne hai tanti(compresome) e vorrebbero tanto dare un contributo all’ archeologia subaquea invece di lavorare nelleagenzie interinali.

(giuseppe braghò il 24-07-2007 alle 17:45 pm #)

Caro subacqueo “pescatore professionista”,
rispondo con ritardo al tuo singolare messaggio, pur senza obbligo e unicamente in rispetto ai lettori.
Primaria, evidente singolarità, la si riscontra nel modo improprio con il quale “maneggi” il lessico. Siamo gente paziente, nondimeno.
A seguire, dal simil-testo inviato rilevo come tu provi doglianza verso le Università (di beni culturali: cosa significa?), colpevoli -a tuo dire- di carente propedeutica. Non è così. Chi frequenta tali sedi lo sa bene. Andiamo oltre, non è circostanza per fare appello a referenze o documentazioni.
Terza, ma non ultima congettura, mi permetterai di avanzare. Il “buon mariottini”, come tu scrivi, “onestamente” ha gratificato la Soprintendenza di Reggio Calabria.
Devi aver dimora in luogo sperduto,oh pescatore professionista “laureato”, così tanto remoto e, ancora, orbo di contatti sociali, per ignorare come il “buon mariottini” abbia provocato, proprio per la sua onestà, ben tre inchieste: Magistratura, Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e Ministero si stanno occupando -in seguito alla mia indagine giornalistica sul furto di alcune “cosette” appartenute ai Bronzi di Riace- da sei mesi e più della vicenda; inoltre, se tu avessi stato letto il mio messaggio (senza malizia), ti avresti stato fatto convinto d’altro.
Penso che dovrai desistere dalla brama di “…tanto dare un contributo all’ archeologia subaquea” permanendo a “…lavorare nelleagenzie interinali”.
Vale.
giuseppe braghò

(luca il 01-08-2007 alle 08:25 am #)

per conoscere meglio Giuseppe Braghò e il suo libro:
http://www.photographers.it/articoli/bronzidiriace.htm

(luca pagni il 16-08-2008 alle 16:18 pm #)

Il Prof. Giuseppe Braghò ha completato
“Facce di bronzo – personaggi & figuranti a Riace”.

Un credibile atto d’accusa fondato soprattutto su una considerevole quantità d’inediti e sconcertanti documenti indagati presso l’Archivio Storico del Museo Nazionale Archeologico di Reggio Calabria, che fanno risaltare senza veli l’inattendibilità di Stefano Mariottini, scopritore “ufficiale” delle statue, del Soprintendente Giuseppe Foti e di personaggi vicini ai due primi attori. Altre insospettabili figure, appartenenti alla Cultura di Stato, avrebbero per varie ragioni partecipato alla “messa in scena”. Il subacqueo romano incassò – prove alla mano – il premio di rinvenimento grazie a un espediente. Giuseppe Braghò riferisce i particolari resi dalla supertestimone (la quale ha già deposto presso il Magistrato inquirente di Locri) presente al momento del furto di scudo e lancia appartenuti ai Bronzi.

Ancora, racconta dei rapporti intercorsi con il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e con affermati giornalisti “inviati” per intervistarlo, senza tuttavia pubblicarne in seguito le dichiarazioni rilasciate: si suppone che in realtà ci fossero i Servizi dietro alcuni cronisti, “delegati” a carpire i segreti del ricercatore, il quale a ogni buon conto non ha “esposto” le riservatezze originate da due anni di personali investigazioni. L’ipotesi che qualcosa d’importante relativa ai Bronzi di Riace possa essere custodita presso un’impenetrabile residenza americana prenderebbe rilievo. Intrighi che avrebbero visto coinvolti, oltre Paul Getty e Jiri Frel, curatore del Museo di Malibu, i vertici dell’ENI di quegli anni. Il Presidente Sandro Pertini, secondo il giornalista della RAI Franco Bruno era a conoscenza della sconcertante vicenda: cosa spinse il Quirinale al silenzio? L’autore traccia il secondario ruolo della ‘ndrangheta, presunta responsabile della vendita di alcuni reperti trafugati.

Braghò riporta, fin nei minimi dettagli, le singolari relazioni intercorse con il Consigliere culturale del Ministro e l’imbarazzo dello stesso per l’enigmatica situazione di esponenti istituzionali coinvolti – a titoli diversi – nella vicenda. Comunica, ancora, il buon esito dei preliminari d’indagine svolti dal professor Claudio Mocchegiani Carpano – direttore dello STAS – sulle famose “anomalie metalliche” presenti nelle adiacenze del ritrovamento delle due celebri statue, prospezioni caldeggiate dall’autore della dirompente inchiesta presso l’ex Ministro e preludio di prossimo scavo mirato. Lo studioso critica il “consiglio” del Consigliere di Rutelli: riferire alla Stampa la conferma dell’esistenza delle anomalie avrebbe causato il blocco delle ricerche. Perché il veto? Chi o cosa bisognava proteggere? Perché il Mibac ha eretto un muro di silenzio? Il mare di Riace restituirà altre statue scampate ai furti? Chi ha il terzo Bronzo, scomparso, per come si deduce dai documenti restituiti dall’Archivio del Museo di Reggio Calabria? Perché Stefano Mariottini si rifiuta di fornire spiegazioni? “Parlerò solo con i giudici e i Carabinieri”, afferma. Quali segreti mantiene ancora gelosamente Giuseppe Braghò? E’ lo stesso a comunicare che, per prudenza, custodisce intriganti informazioni riservate. Come si regolerà con l’intricata vicenda il neo Ministro Sandro Bondi, al quale lo studioso vibonese ha chiesto un incontro “senza veli e proibizioni”? Un autentico giallo, con reali possibilità di clamoroso epilogo.

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