Il New York Times sulla moda italiana

(23-02-2007 - romanzieri in news.)

Moda Italiana, Emilio PucciPovera di idee, sempre meno italiana, ma soprattutto volgare. Ecco la moda made in Italy secondo il New York Times: Italian Fashion in the Time of the Trollop, dove trollop sta per sciatto più che per sgualdrinesco (è il tempo delle zoccole, ha tradotto urlando il Corriere della Sera). Il senso dell’articolo ruota tutto attorno al concetto della perduta raffinatezza non tanto del sistema moda italiano in generale, quanto della sua rappresentazione commerciale per eccellenza: l’appuntamento fieristico. Un mix micidiale di ricerca dello spettacolo e della notiziabilità, gestione di relazioni amichevoli con giornalisti e operatori commerciali e sfoggio di rumore a suon di quattrini e arroganza. La necessità di mantenere gli standard e fare affari che, sollecitata dal sistema di massa, diventa superiore per importanza alla capacità di ricercare, creare, fare arte e quanto altro di sicuramente affascinante animi il mondo della moda. In letteratura era stato predetto. Da William Hazlitt (1778-1830): la moda è uno strano miscuglio di contraddizioni, di simpatie e antipatie. Esiste solo se vissuta da un ristretto numero di persone e la sua essenza è distrutta quando viene diffusa a un pubblico più vasto.
Forse è proprio nella vastità del pubblico che sta il problema e i “consumismi di nicchia” non sono ancora stati inventati, anche se qualche tentativo si vede ancora. L’imposizione mediatica genera ogni giorno i mostri che sempre più spesso si incontrano per la strada, ma i mostri non sono propriamente una miniera di anime e di redditi da sfruttare, essi da sempre hanno il potere di contaminare più di quanto si immagini. Nel momento stesso in cui la massa rompe il porcellino dei risparmi per acquistare un codice sociale, quel codice sociale è praticamente già spacciato, anche se sfacciatamente ricco.

un commento

(epimenide il 24-02-2007 alle 19:34 pm #)

Preferisco le mostre.
Altre intendo.

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