Firenze è come il cervello…

(21-02-2007 - romanzieri in news.)

firenze, teatro niccoliniIn fondo Firenze è come il cervello: ne usiamo mediamente meno del dieci per cento, e il resto finirà con l’atrofizzarsi. Le pigre leggi dei commerci, della politica, dei grandi flussi umani, e della conseguente visibilità e redditività, si concentrano in spazi sempre più ristretti, abbandonando e indebolendo il resto. Poche decine di metri oltre Santa Maria del Fiore, gli Uffizi o via Tornabuoni, trovi ambienti urbani, ricchi di identità fino a pochi anni fa, degradati al punto d’esser diventati anche peggiori delle periferie. Luoghi e quartieri sempre più scomodi da vivere, proibitivi per investirci soldi o lavoro, e terreno di conquista per ogni genere di squallore urbano e sociale. Certo la politica potrebbe fare qualcosa per (ri)creare una controtendenza, ma ancora di più possiamo fare noi cittadini con una piccola utopia: disertare i luoghi della concentrazione, privandoli della potenzialità di ricchezza del nostro passaggio, e passeggiare a migliaia là dove la città ormai muore. Migliaia di persone davanti a Sant’Orsola, o all’ex cinema teatro Apollo, o al Niccolini, o su e giù per via Panicale, Guelfa, Alfani (ma i luoghi sono centinaia) possono far sì che qualche investitore di soldi, idee e amore per la città, attratto dalla folla, regali finalmente una boccata d’ossigeno. Ognuno di noi può diventare un Robin Hood del senso dei luoghi, strappandoli alla città cartolina e suicida, per restituirli là dove serve alla vita vera: da lì fin sotto casa tua.
[Massimo Boccuzzi, il firenze]

un commento

(ff il 23-02-2007 alle 11:46 am #)

in borgo montassù, qui da noi.

Aggiungi un commento